enricotomaselli

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Napoli Hub

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Torniamo a parlare di Forum Universale delle Culture.
Anche perchè la settimana si è aperta con la conferenza stampa di presentazione del nuovo Presidente della Fondazione, Roberto Vecchioni, e da lì voglio ripartire.
Due sono in particolare le cose che ha detto, e su cui mi interessa soffermarmi. La sua intenzione di tenere fuori i partiti, e la dichiarata volontà di tenere d’occhio i conti.
Ovviamente, io come moltissimi altri auspico che queste intenzioni siano mantenute nel corso di quest’anno e mezzo che ci separa dal Forum, ma soprattutto mi interessa che siano condivise. É importante che tutta la squadra chiamata a dirigere l’organizzazione (Comitato Scientifico e Comitato Direttivo) sia convinta e coesa sul principio della separazione tra Fondazione e politica. Anche se tutti sono di nomina politica, è di grande rilievo che mantengano con forza la propria autonomia decisionale. Perchè, come si è detto più volte, quando si tratta di cultura e di arte, compito della politica è dare sostegno, e non certo dare indirizzo.
Al pari tempo, è auspicabile che di questa necessità si faccia convinta anche la classe dirigente politica, e che si tenga quanto più possibile estranea e lontana rispetto alle scelte di merito. Non solo evitando di condizionare gli orientamenti generali, ma anche – forse soprattutto – avendo il buon gusto di non sollecitare in vario modo il sostegno ai propri clientes – e/o ai propri intellettuali ed artisti di riferimento.
Che ciascuno si conquisti il proprio spazio in modo trasparente, e sulla base della validità delle proposte. Senza lottizzazioni ma anche senza conventio ad escludendum – perchè la logica del vae victis è insopportabilmente demodé.
Non meno importante è l’altra questione, del resto a questa strettamente connessa.
Come si sa, parallelamente al Forum, andranno a conclusione grossi interventi di risanamento urbanistico.
Anche evitando i pericoli classici di queste situazioni, spesso intrecciati tra di loro, e cioè speculazione sui rialzi dei costi ed infiltrazioni camorristiche, siamo purtroppo abituati al fatto che le nostre classi dirigenti, a fronte di ingenti capitali disponibili, siano pervicacemente sedotte dall’idea della spesa. Intendo dire, per essere più chiaro, che ad assumere valore primario è l’imperativo di spendere i fondi, relegando in secondo piano il come vengono spesi.
É quindi a mio avviso molto importante che ci sia un attenzione non solo formale – la correttezza della gestione economica – ma anche e soprattutto sostanziale, a che le risorse disponibili siano impiegate bene.
Sotto questo punto di vista, mi piacerebbe che dalla società civile emergessero forme spontanee di controllo, che pur al di fuori di ruoli istituzionali si facessero carico di vigilare sulla correttezza e sull’intelligenza delle scelte di spesa. E sarebbe davvero una bella conquista democratica se l’amministrazione comunale, che si fa paladina dell’idea di beni comuni, sostenesse qualsiasi iniziativa autonoma in tal senso.
Entrando nel merito, sulla scia di quanto già precedentemente accennato, vorrei ora provare a delineare quelli che, a mio avviso, sono gli assi fondamentali su cui dovrebbe costruirsi il Forum.
E ricollegandomi a quanto detto sinora, voglio partire proprio dall’aspetto strutturale.
Una parte consistente del budget destinato al Forum, dovrà necessariamente essere indirizzato ad interventi sulle infrastrutture. E credo che su questo punto bisognerebbe agire avendo come linee guida tre criteri fondamentali:
– le infrastrutture realizzate per il Forum devono essere pensate avendo in mente la loro destinazione ed il loro utilizzo anche dopo il Forum stesso
– devono essere realizzate considerando il già esistente, evitando quindi le duplicazioni così come le cattedrali nel deserto
– non vanno sbrigativamente riassunte in mattoni e cemento, ma considerate con lungimiranza includendovi anche quelle tecnologiche
Penso sia fondamentale, quindi, non semplicemente pensare – ad es. – a edificare un arena, ma anche a quale sarà il suo utilizzo successivo, a chi e con quali oneri sarà affidata la gestione post-Forum. Perchè sono un offesa insopportabile quelle opere pubbliche inaugurate in pompa magna, e poi lasciate al degrado perchè mancano i fondi per la manutenzione ordinaria, o peggio destinate alla chiusura sic et simpliciter. Uno scandalo non più tollerabile, e che non vogliamo si ripeta con la scusa del Forum.
Vanno quindi considerate le strutture già esistenti, spesso inutilizzate o sottoutilizzate, recuperandole o riadattandole, senza aggiungere inutile cemento alla città. Penso – uno per tutti – al P.I.C.O..
Last but not least, le infrastrutture tecnologiche ed immateriali: estensione massiccia del wi-fi, creazione di una rete di servizio in banda larga, implementazione di centri ad alta tecnologia ad accesso pubblico.

Barcellona - l'area del Forum

Barcellona 2004 - l'area del Forum

Ma ovviamente dobbiamo ricordarci che stiamo parlando del Forum Universale delle Culture.
I temi standard del format sono Diversità culturale, Sviluppo sostenibile, Conoscenza e Condizioni per la Pace; a cui si è aggiunto, per il Forum di Napoli, La Memoria del Futuro: conoscere le proprie radici per progettare un futuro comune.
Ma al di là delle articolazioni, il Forum si caratterizza fortemente già in sè, definendosi universale, e soprattutto delle culture – al plurale.
E quindi, guardando al Forum non solo come evento ma come strumento (di sviluppo), e soprattutto con una proiezione complessiva sul dopo, io credo che se ci spostiamo sul terreno dei contenuti non si possa non convenire che la strada maestra è chiara.
Non si può intendere il Forum come una mera esposizione internazionale della città di Napoli (sia pure intesa in senso esteso), sia che si pensi all’immagine classica della città, con le sue eccellenze e le sue icone, sia che si pensi ad una Napoli meno nota.
Io credo che l’obiettivo strategico, in cui davvero tutto si tiene (la cultura, il turismo, lo sviluppo futuro), sia cogliere l’occasione del Forum per sviluppare un dialogo con le culture altre – a partire da quelle dell’area mediterranea. E ovviamente dialogo non è una rappresentazione unilaterale, e nemmeno speculare. Dialogo è dove parole, idee e linguaggi si mescolano.
Dunque mi aspetto che il Forum sia non semplicemente occasione per mostrare al mondo una Napoli migliore (più pulita, più efficente, più sicura), che scrollatasi di dosso la sua cattiva fama possa orgogliosamente esibire le sue bellezze. Mi aspetto che sia anche e soprattutto occasione per rimetterla in connessione duratura – vera, profonda – con le culture del mondo, che peraltro in misura massiccia sono già tornate ad attraversarla.
Per questo, nel concreto, mi immagino un Forum in cui si tengano pochi grandi eventi, indubbiamente necessari anche come attrattori, affiancati però da un reticolo di inziative – fortemente segnate da questa capacità di dialogo interculturale – che si dipanano lungo i 101 giorni.
Si dice sempre che l’Italia ha un suo punto di forza proprio nella sua struttura economica basata sulle piccole e medie imprese (anche se poi si avvantaggiano sempre le grandi – ma questo è un’altro discorso…); bene, questo vale anche, e forse più, nel settore delle arti e della cultura. É perciò necessario, se si guarda ad un processo di sviluppo che prenda avvio a partire dagli investimenti legati al Forum delle Culture, favorire e sostenere soprattutto le PMI culturali; così come, per le medesime ragioni, è importante che ci sia un’attenzione particolare ai progetti multilaterali, che aprono canali di comunicazione inter-culturale e promuovono processi di interscambio. Perchè le progettualità autoreferenziali, persino se innovative, sono destinate a vita più breve, mentre quelle fondate sulla pluralità dei soggetti sono per definizione più dinamiche, e maggiormente stimolate ad un processo di sviluppo ulteriore.
Dunque, riassumendo, credo che occorra far passare un’idea di Forum orizzontale; diffuso, partecipato, interconnesso, dialogante, democratico. Contro un’idea verticale: concentrata, autorappresentativa, spettacolare, oligarchica.
Con l’obiettivo non di mettere Napoli sotto i riflettori per 100 giorni, ma di rimetterla al centro di una rete di scambi (culturali ed economici) per i prossimi dieci anni. Un hub al centro del mediterraneo.
Non dimenticando mai che il segno di una civiltà è dato dalla cultura che produce merci, non dalle merci che producono cultura.
Si può fare.

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Written by enricotomaselli

27 ottobre 2011 a 09:31

2 Risposte

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  1. Quest’estate a Barcellona visitando l’area del Forum del 2004 ho pensato a quanto fossimo lontani da una organizzazione valida per l’evento del 2013…tornando a Napoli la sensazione di abbandono da parte delle istituzioni non ha fatto che crescere. Ma la volontà delle menti creative: Tomaselli e tutti i seguaci del pensiero emergente riaccende l’entusiasmo e cresce una nova determinazione…ognuno per ciò che sa fare è chiamato in questa occasione da non lasciare persa. annalisa tirrito

    annalisa tirrito

    27 ottobre 2011 at 10:15

  2. […] Un forum sul Forum ** Napoli hub Share this:TwitterFacebookLinkedInEmailLike this:LikeBe the first to like this […]


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