enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

Mò basta.

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Dare un voto è cosa diversa dal fare un voto. Vuol dire esprimere un opinione, un giudizio, non un giuramento vincolante; ed attiene all’esercizio della democrazia, non della Fede. Votare, è un atto di fiducia. Sulla base delle proprie opinioni, delle proprie valutazioni, ciascuno esprime la propria personale fiducia in un partito, in un/a candidato/a. Ma dal giorno dopo, il rapporto tra chi ha votato e chi è stato eletto, non si basa più soltanto sulla fiducia, anzi questa viene costantemente verificata sulla base dell’esperienza fattuale. Ti ho votato perchè confidavo facessi questo o quest’altro, dal momento che sei eletto verifico che tu lo faccia, come lo fai, ed in che tempi.
Questo è il normale rapporto che intercorre tra i cittadini elettori ed il cittadino eletto. Quest’ultimo è delegato dai primi, affinchè abbia cura della cosa pubblica. Ed anche se la normativa vigente non prevede che questa delega possa essere revocata prima della scadenza del mandato, in qualunque momento il cittadino eletto può essere sfiduciato nel comune sentire degli elettori.
Questa dinamica è particolarmente rilevante nel governo delle città, dove il sistema elettorale in vigore è totalmente incentrato sul rapporto tra gli elettori ed il Sindaco. É lui che viene eletto, e che in conseguenza della propria personale elezione – anche in difformità con i voti espressi alle liste – si assicura la maggioranza all’interno del Consiglio Comunale; ed è sempre lui che si sceglie i membri della sua Giunta di governo.
Dunque, onori ed oneri, a lui risalgono in ultima istanza i meriti e le responsabilità.

La città di Napoli sta vivendo in questi giorni l’ennesima, triste sceneggiata. E come in ogni spettacolo popolare che si rispetti, il tragico ed il comico convivono.
Il Forum Universale delle Culture 2013, che avrebbe potuto essere una grande e bella occasione di rilancio della città, si sta avviando a diventare invece l’ennesimo fallimento – che poi servirà da pretesto alla gentucola padana per accusare ancora una volta i napoletani di incapacità. Purtroppo, l’invasività e la pervasività della politica in ogni campo, anche nella cultura e nell’arte (da cui invece, per definizione, dovrebbe tenersi lontana) ha prodotto i guasti che ben conosciamo. Come si dice a Napoli, a pazziell mman’e criature.
Così, dopo che l’attivismo di Nicola Oddati ha portato il Forum a Napoli, i sopravvenuti dissapori tra la Giunta della Iervolino ed il Governatore Bassolino hanno di fatto paralizzato ogni attività. Si sono persi anni preziosi, fondamentali per organizzare l’evento in modo efficace. La delusione e la rabbia per le politiche del centrosinistra dell’ultimo decennio, ha quindi spazzato via prima l’uno e poi l’altra. E con loro, i partiti che li hanno sostenuti. Ma anche l’anno intercorso tra l’elezione di Caldoro e quella di De Magistris,  è andato perso nell’immobilismo più totale. Solo poco prima della Caporetto del PD napoletano, viene infine creata la Fondazione Forum delle Culture, cui spetterebbe la gestione dell’evento.
Dopo altri sei mesi di trepidante attesa, tutta concentrata sui nomi piuttosto che sui programmi, infine si sblocca la nomina fondamentale, quella di Presidente della Fondazione, che per statuto dipende dal Sindaco di Napoli. Dopo lunga resistenza, quindi, Oddati lascia la Fondazione, e viene nominato al suo posto Roberto Vecchioni. Nomina che da subito ha suscitato più di una perplessità. Si è quindi proceduto un pò alla volta con le altre nomine, Comitato Scientifico, CdA, Direttore Generale… e la città continua ad aspettare di sapere di che morte morirà.
Finché – è storia di qualche giorno fa – alla prima riunione del CdA scoppia la bomba. Vecchioni chiede un compenso di 216.000 € annui, e contestualmente dichiara alla stampa che chiederà agli artisti di esibirsi gratis!
Ovviamente, e giustamente!, si scatena il putiferio.
Ora, io ho sempre pensato che Vecchioni fosse inadatto, perchè non conosce e non capisce la città.
Ma il suo modo di gestire la querelle lo dimostra in modo macroscopico; dopo la gaffe della gratuità per gli (altri) artisti, i suoi tentativi di metterci una pezza sono anche peggiori del buco. Mentre infatti dichiara che se non riceve un compenso adeguato rinuncia all’incarico, continua a sostenere di avere accettato per amore verso la città e la cultura.
Caro Roberto, tu hai cantato l’amore in modo bellissimo, e quindi certamente sai che l’amore è dono gratuito. Ma l’amore di cui parli adesso, perdonami, mi ricorda semmai lo sguardo concupiscente con cui i… vecchioni guardano il corpo di Susanna, nel celebre quadro del Tintoretto!

Susanna e i Vecchioni

Susanna e i Vecchioni

Ma, ovviamente, tu fai e chiedi ciò che ritieni opportuno. La coerenza tra le parole ed i fatti è un tuo problema.
Ma la responsabilità è di chi ti ha scelto e nominato. E che, o non ha discusso preventivamente con te l’importo del tuo compenso, o se lo ha fatto ha dato improvvidamente il suo assenso.
Anche perchè, oltre alle questioni morali e politiche, mi permetto di rammentare che il Decreto legge 98 del 2011 convertito con la legge n. 111 del 15/7/2011legge stabilità 2012, al Comma 2, art 6 (Riduzione dei costi degli apparati amministrativi) dice che negli “Organi collegiali (anche di amministrazione) di enti che ricevono contributi pubblici (associazioni, fondazioni etc., sono escluse le società, le ONLUS, enti di ricerca, associazioni di promozione sociale): la carica è onorifica, può dar luogo solo ad un gettone di presenza di max 30 euro“.
Il richiamo alla legge, che dovrebbe suonare confortevole in clima di ritorno alla piena legalità…, è tanto più puntuale in quanto si parla di 30.000 € di emolumento per i componenti del CdA, in aperto contrasto – direi – con questa normativa.
E se pure la legge n.111 fa riferimento agli organi collegiali, e quindi – ad esempio – non alle cariche extracollegiali, quale appunto quella del Presidente, la stessa legge prescrive che “ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo” venga praticata una “riduzione del 10% dal 1/1/2011 rispetto all’importo spettante al 30/4/2010”.
Se, dunque, Nicola Oddati percepiva un compenso di 160.000 € annui, a Vecchioni ne spettano al più 144.000!
O la legalità la vogliamo applicare a geometria variabile?
In ogni caso, son finiti i tempi in cui i napoletani delegavano fideisticamente ogni cosa.
Oggi, i cittadini vogliono controllare attivamente e costantemente ciò che viene fatto, e come e quando viene fatto. E da chi.
Ai vertici della Fondazione c’è oggi un ristretto gruppo di persone che non vivono a Napoli.
Adesso vogliamo che i napoletani siano coinvolti nelle scelte programmatiche – e non solo.
Mò basta.

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Written by enricotomaselli

26 novembre 2011 a 17:48

15 Risposte

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  1. Sacrosante parole. Aggiungo anche che bisognerà al più presto, sperando nelle dimissioni di Vecchioni, o del ridimensionamento del suo compenso e della sua figura nell’ambito del Forum, parlare anche di un altro argomento che fa da corollario a tutto ciò. Il compenso degli artisti che parteciperanno al FORUM. Si perchè nell’ottica orwelliana delle dichiarazioni di Vecchioni (gli artisti vengono gratis io mi cucco 220.000) si è generato un vergognoso ossimoro tra il lavoro artistico normale e quello ad alta potenza mediatica. Chi fa il musicista da decenni lavora gratis. Chi canta canzonette guadagna miliardi. Questo è inaccettabile per una giunta progressista come quella di De Magistris, che offriva rispetto e comprensione per il mondo dei lavoratori della cultura, distrutto dai Brunetta e dai Tremonti. Ecco il tema. LA DIGNITA’ DEI LAVORI LEGATI ALLA CULTURA. DI TUTTI I I LAVORI. Non solo del teatrante di successo, ma del macchinista. Non solo del direttore d’orchestra ma dell’orchestrale. No solo dell’etoile ma del costumista.

    Tommaso Rossi

    27 novembre 2011 at 08:52

  2. Concordo!

    Guido Cabib

    27 novembre 2011 at 09:09

    • idem!!!!

      Salvio Parisi

      27 novembre 2011 at 10:43

    • hai colto gli i nostri malumuri e la motivazioni di essi, alcune della quali noi solo ad intuito percepivamo, mentre tu ce ne hai dato conoscenza con cognizione di causa.

      avanti così!

      d. esp.

      D. Esp.

      27 novembre 2011 at 11:12

  3. non corriamo troppo, aspettiamo una dichiarazione seria e ultima sia dal Sindaco che dal professore e, intanto, riflettiamo e vigiliamo su tutto; nomine, compensi, artisti, programma, sedi, zone, quartieri e realtà cittadine che saranno coinvolte, non spariamo sentenze affrettate. il compenso di Vecchioni è assurdo come lo era anche quello di Oddati, che nel contempo era assessore alla cultura, e non credo abbia rinunciato allo stipendio. Il presidente del Forum nella situazione attuale dovrebbe lavorare solo per prestigio e ulteriore ritorno d’immagine, nel caso di Vecchioni, o, al massimo, se si trattasse di un “tecnico”, tanto per essere alla moda, non dovrebbe percepire uno stipendio superiore ai 3.000€ mensili e, avessa ringrazià a Ddio.
    Con i compensi che invece avevano pensato di trasferire sui propri conti gli organizzatori, pagare gli artisti, gli ospiti, i tecnici e allestire la città per questa grande occasione. Solo così sarebbe il Forum della cultura e dell’amore per Napoli.

    gillo

    27 novembre 2011 at 09:30

    • Nessuno corre troppo, se non forse proprio Vecchioni ed il Sindaco. Il primo, ha ribadito in più interviste che vuole essere ben pagato, perchè per fare il Presidente della Fondazione rinuncerebbe a due turnée, e quindi dovrebbe in qualche modo essere risarcito. Il Sindaco ha più volte dichiarato il suo sostegno alla sostanza della richiesta di Vecchioni – e del resto, possibile non ne avessero parlato prima?
      Qui non si tratta di affrettare giudizi, quanto di esercitare un controllo democratico sull’operato dell’amministrazione.
      C’è una legge dello stato, che ho citato nel post, in base alla quale vengono posti paletti ben precisi alle retribuzioni percepibili, all’interno di organismi quali la Fondazione Forum Universale delle Culture. E quindi, anche a prescindere da considerazioni sulla opportunità politica, e la correttezza morale, di certi emolumenti, ci sono dei limiti di legge che vanno rispettati.
      Se non ci fosse stata la dovuta levata di scudi da parte dei cittadini napoletani, ed in particolare dagli artisti e dagli operatori culturali, anche la stessa opposizione della Regione Campania sarebbe probabilmente stata riassorbita.
      E comunque, francamente, mi dà un certo fastidio che certe posizioni le assuma Caldoro e non De Magistris…

      enricotomaselli

      27 novembre 2011 at 15:11

  4. Tanto è stato speso in modo vergognoso, non tenendo conto di tutte le realtà e delle maestranze artistiche operanti in città ed in regione in modo costante e con innegabile abnegazione, questa dettata anche dal fatto che questo è il nostro lavoro!!
    . Non è più possibile accettare che se hai “il santo” entri in una manifestazione.
    Si presentino i progetti che pubblicamente verrano valutati per la congruità delle richieste economiche e per la bontà della propostà artistica e qualitativa senza preclusione alcuna. BASTA

    Egidio Mastrominico

    27 novembre 2011 at 09:32

  5. con gli stessi soldi potrebbero assumere tanti giovani desiderosi di lavorare per la nostra città per la cultura e l’arte.

    chiara alborino

    27 novembre 2011 at 14:37

  6. Sono d’accordo. Ma bisogna che gli artisti napoletani si incontrino e almeno per una volta facciano fronte comune. De Magistris ha vinto le elezioni riempendo la sua campagna politica di “democrazia partecipativa”. Dopo la mancata realizzazione della stessa nella gestione del PAN non si può tollerare la vicenda incresciosa e imbarazzante del Forum. Si è parlato di cambiamenti durante le ultime elezioni? Questo è il momento di dimostrarlo, sia da parte del Sindaco che da parte degli artisti napoletani.

    Lello Masucci

    27 novembre 2011 at 17:13

    • Stiamo lavorando proprio a questo, ad un assemblea pubblica degli artisti e degli operatori culturali della città…
      Restiamo in contatto, perchè presto ci saranno novità.

      enricotomaselli

      27 novembre 2011 at 17:16

    • ……………altrimenti ci arrabbiamo

      Silvana Sferza

      27 novembre 2011 at 18:17

  7. Ringrazio innanzitutto Enrico per il post, poi credo che se da una parte in questa vicenda ci sono molte chiacchiere, dall’altra non interviene un chiarimento da parte degli interessati eccetto una blanda dichiarazione del sindaco in cui ci informa che le notizie sul compenso di Vecchioni sono illazioni ma non ci dice quanto il prof prende realmente. Detto questo non ritengo immorale che ci sia un compenso purchè si resti nei limiti stabiliti dalla legge, da solo un pò fastidio se uno si atteggia a intellettuale disinteressato e poi presenta il conto, ma questo fa parte della sfera delle sensazioni. Occorrerebbe un pò di savoir faire certamente. Sono poi daccordo sul fatto che si é pensato prima ai nomi e poi ai contenuti. L’impressione poi é che la logica del piazzare il personaggio non sia cambiata rispetto all’epoca bassoliniana.
    Penso che l’unica soluzione sia come già detto nella partecipazione, costituire un comitato di artisti e chiedere che possa assistere alle riunioni e magari iniziare noi a tirare fuori qualche nome. A me verrebbe in mente uno come il compianto Vitaliano Corbi che purtroppo non c’é più. Pure se non é giovane come lo era lui.

    Carlo Hermann

    28 novembre 2011 at 09:57

    • Ciao Carlo, purtroppo se in questa vicenda ci sono molte chiacchiere, è responsabilità di chi si muove in modo quantomeno opaco. In ogni caso, per precisare: 216.000 € è la richiesta di Vecchioni, sostanzialmente appoggiata dal Sindaco, che solo in seguito alle polemiche ha cercato di aprire ad un possibile ridimensionamento. L’immoralità non sta nell’avere un compenso, e – al limite – nemmeno nell’averlo elevato. Immorale è dichiarare di fare una cosa per amore, e poi pretendere una compensazione per i guadagni a cui si rinuncerebbe, immorale è chiedere allo stesso tempo grandi cifre per sè e la gratuità per gli altri…
      Come giustamente dici tu, almeno un pò di savoir faire non guasterebbe…
      In ogni caso, ci sono le leggi che, per fortuna, in questo caso aiutano a delimitare il lecito…

      enricotomaselli

      28 novembre 2011 at 10:16

  8. […] Damasco, si sia accorto di una legge dello Stato. Peccato che già nel novembre 2011, sul blog di Enrico Tomaselli, venisse citata estesamente la legge in questione, e proprio in riferimento alla posizione del […]

  9. […] sempre a proposito di Forum. A distanza di quasi tre mesi dal mio post (“Mò basta.”), finalmente anche le istituzioni si sono accorte dell’esistenza di una Legge che stabilisce […]


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