enricotomaselli

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#occupyforum!

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Conclusa la bagarre sul compenso di Vecchioni, che ha deciso di fare comunque il Presidente ma rinunciando allo stipendio (400.000 € in più per progetti culturali, si spera…), il Forum delle Culture sembra essere ormai per la scesa; eppure, non c’è un solo aspetto che sia pubblicamente noto. Quel poco che sappiamo – ed è praticamente sconfortante – filtra all’esterno in modo più o meno obliquo.
Anche per questo, ha preso un’accellerazione il processo di mobilitazione cittadina che, a partire da artisti ed operatori culturali (ed a cui , nel suo piccolo, ha dato una spinta anche questo blog) ha prodotto un processo di aggregazione tra varie realtà in movimento. Perchè al grave ritardo che penalizza l’organizzazione del Forum, non si aggiunga adesso l’approssimazione – o peggio – giustificata con la necessità di recuperare il tempo perduto. Si è quindi reso necessario affrettare anche i tempi di chi, al Forum, intende dare il proprio contributo non solo e prima che in termini di specifici progetti, ma anche e soprattutto sul piano della definizione della programmazione.
Primo passo concreto di questa mobilitazione, è il documento riportato qui di seguito, con il quale convochiamo un’assemblea pubblica sul tema del Forum.
É un momento importante, in cui gettare le basi di un movimento forte e duraturo, che intende impegnarsi nella trasformazione della città, a partire dal Forum ma già guardando oltre. Ed è importante che sia fortemente partecipato, non solo attraverso la presenza in assemblea, ma anche nella partecipazione effettiva, nella contribuzione di idee. Perchè l’assemblea prossima è solo il primo passo.
Come i cairoti di piazza Tahrir, e gli acampados di Bercellona e Madrid; come gli indignati di Roma e quelli di Occupy Wall Street a Zuccotti Park. Con la stessa determinazione, per costruire una città diversa.
Non per occupare l’ex-asilo Filangieri (non per adesso, almeno…), ma per occupare lo spazio vuoto che è oggi il Forum, per riempirlo di idee e di proposte. Perchè sia luogo e momento di confronto alto, di Cultura e di Politica – non solo spettacolo, e fabbrica di consenso clientelare.
#occupyforum!

#occupyforum!

#occupyforum!

A quasi un anno e mezzo dall’apertura del Forum Universale delle Culture 2013, gli artisti, il mondo della cultura e i cittadini napoletani si interrogano – ed interrogano le Istituzioni cui è affidata la gestione dell’evento – sui modi opportuni per rendere questo importante avvenimento, un’occasione che sia snodo di un possibile processo di rinascita del territorio e che sia capace di produrre ricadute strutturali.
In particolare, poniamo la nostra attenzione su alcuni asset a nostro avviso di grande rilievo.

La trasformazione urbanistica, di cui ancora poco è noto alla città, sia in ordine ai tempi di realizzazione che alle sue direttrici strategiche, proprio in quanto aspetto destinato a segnare nel tempo il territorio urbano e la vita dei cittadini, rappresenta ai nostri occhi il momento di maggior impatto del Forum stesso. Poiché costituisce un caso esemplare di bene comune, chiediamo alle Istituzioni di rendere partecipi i cittadini tutti, perchè tutti siano consapevoli di quanto, come e quando questa trasformazione inciderà sulla vita presente e futura della città di Napoli.
É assolutamente necessario immaginare una città che rispetti e valorizzi la sua straordinaria memoria storico-culturale, e che sia proiettata in un contemporaneo inclusivo, solidale e creativo. Gli spazi oggetto di riqualificazione e ristrutturazione dovranno essere aperti alle più differenti esperienze culturali e matrici espressive, e quando possibile alla cura e gestione diretta di quanti hanno idee e progetti di promozione autentica dell’identità plurale e meticcia di Napoli. In quanto artisti ed operatori culturali, inoltre, chiediamo che questa trasformazione non sia avulsa da una prospettiva di lungo termine, che vada oltre il Forum, che questa prospettiva tenga nel dovuto conto le esigenze di messa in valore del potenziale artistico cittadino, e che quindi alla definizione di questa prospettiva siano chiamati anche quanti agiscono la scena artistico-culturale napoletana.

La programmazione culturale, ovvero gli orientamenti strategici con i quali si intende concretamente interpretare le linee-guida del Forum, anch’esse ancora non definite, ma che costituiscono l’essenza del Forum, e che ne determinano la natura profonda.
Questa programmazione non può, a nostro avviso, prescindere dalle grandi tematiche che attraversano il mondo contemporaneo, ed ancor meno restare estranea alle profonde trasformazioni che stanno segnando la parte di mondo a noi più prossima, il bacino del Mediterraneo.
Il Forum Universale delle Culture va inserito nel suo giusto contesto.
Stiamo vivendo la crisi economica più drammatica che il sistema capitalistico abbia mai attraversato; una crisi che non colpisce solo le condizioni materiali di milioni di persone ma incide profondamente sulla loro sfera esistenziale. La paura, per un futuro sempre più incerto e precario, trascina le persone in una condizione di isolamento non più tollerabile; l’esclusione dell’altro diventa la modalità quotidiana nella costruzione delle relazioni interpersonali.
Questa crisi tocca l’occidente nelle sue fondamenta culturali, sociali, economiche, politiche.
Allo stesso tempo, assistiamo anche a fenomeni nuovi, che meriterebbero spazio e considerazione, all’interno delle iniziative del Forum.
Le rivoluzioni del mondo arabo, i movimenti degli indignati e di Occupy Wall Street, testimoniano che un diverso modello di società non solo è possibile ma necessario. Essi propongono un altro modello di sviluppo economico, un altro modello di partecipazione. A questo modello occorre guardare, e con esso occorre confrontarsi. Ripartire dall’uomo, dalle sue debolezze, dalle sue contraddizioni, dalle sue potenzialità: è di questo che il Forum Universale delle Culture deve parlare.
Ugualmente, riteniamo fondamentale che questi orientamenti strategici siano caratterizzati da una logica di prospettiva lunga, che vengano pensati e determinati come momento di apertura e di sviluppo di un processo di confronto davvero universale con le culture altre, e che quindi non siano intesi come susseguirsi di eventi auto-conclusivi.
Per queste ragioni, chiediamo che nella definizione della programmazione culturale siano coinvolti artisti ed operatori culturali di Napoli, cui sarebbe ingiusto chiedere un ruolo di meri esecutori.

La trasparenza amministrativa, i tempi ed i modi in cui il Forum verrà gestito – da oggi sino alla sussistenza in essere della Fondazione – rappresentano a loro volta un rilevante aspetto della manifestazione. E poiché l’intero bilancio del Forum graverà sulle finanze pubbliche, riteniamo di grande rilevanza che venga anche dato un segnale forte della volontà delle Istituzioni di garantire la massima trasparenza in ordine alle scelte ed alle procedure gestionali.
Auspichiamo quindi che, da parte di tutte le Istituzioni coinvolte, si manifesti questa volontà, anche attraverso forme concordate di monitoraggio pubblico.

Le condizioni d’accesso, ovvero tutto quanto attiene alla partecipazione attiva e concreta degli artisti e degli operatori culturali, nella realizzazione del Forum lungo l’arco dei 101 giorni di programmazione.
In particolare, chiediamo che – definita la programmazione nei suoi termini generali – si proceda nei tempi più brevi, con le modalità più trasparenti, e con le condizioni meno escludenti, alla pubblicazione di bandi pubblici volti a raccogliere la progettualità del territorio, che – sola – può realmente innervare il Forum nella città, e che costituisce precondizione insostituibile per lo sviluppo di un processo duraturo.
Su questo tema, ancor più vicino alle realtà che operano nel concreto, chiediamo un coinvolgimento attivo nella definizione delle regole che lo caratterizzeranno.

Sulla base di queste considerazioni di ordine generale, e con la prospettiva di ampliarle ed intergrarle attraverso un confronto ampio, chiamiamo gli artisti, gli operatori culturali, i cittadini che hanno a cuore la vita artistica e culturale di Napoli, ad una

ASSEMBLEA PUBBLICA
che si terrà a Napoli entro pochi giorni, in luogo e data che saranno comunicati al più presto
(controllate anche la pagina FaceBook di Rete Forum)
(#occupyforum sarà l’hashtag con cui markeremo su Twitter ciò che riguarda la Rete Forum)
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2 Risposte

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  1. […] Il documento su cui è convocata l’Assemblea è questo. […]

  2. […] a Napoli. C’è, nella piattaforma di convocazione dell’assemblea, documento che ho pubblicato su questo blog poco tempo fa, una prima articolazione dei temi fondamentali su cui la Rete intende […]


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