enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

“bada Caterina, oh oh oh…”

with one comment

C’è un detto declinato davvero in tutte le lingue ed i dialetti d’Italia, e che dice – italianizzo“comandare è meglio che fottere”. Anche perchè, per molti, l’esercizio del primo verbo è la sola via per l’esercizio del secondo…
Questa diffusione generalizzata, dalle Alpi a Lampedusa, ci dice che il desiderio di potenza è largamente diffuso, in questo paese. Dove molti preferiscono l’autorità all’autorevolezza, ed i più spesso le confondono.
Questa caratteristica è stata tradizionalmente attribuita al genere maschile, ma si sa, in tempi di neo-femminismo, c’è sempre qualcuno che fraintende e pensa di emanciparsi ed affermarsi più in fretta, copiando i difetti piuttosto che le virtù.
Cosicchè il segno del comando sembra divenire un’icona anche femminile.

A noi che seguiamo con interesse le vicende del Forum delle Culture, il Corriere del Mezzogiorno, addì 14 dicembre dell’anno 2011, riserva un raggio di luce: “Forum, vi spiego chi governa”, un’intervento (in gergo calcistico, si direbbe a gamba tesa?) di Caterina Miraglia, Presidente del Comitato Scientifico del Forum delle Culture 2013.
E noi, ingenui!, che ci eravamo accapigliati sul compenso di Vecchioni, e persino sull’opportunità della sua nomina…
L’intervento dell’assessore-presidente è, in effetti, davvero illuminante. E ci dice, come sempre, molte più cose di quelle che si trovano – strictu sensu – tra le parole.
Ma procediamo con ordine. Perchè sin dall’incipit, il testo si pone esattamente questo obiettivo: fare chiarezza, mettere ordine.
E tanto per cominciare ci informa, quasi en passant, che la trasformazione urbanistica (“riqualificazione urbana”) ed il progetto culturale del Forum, benché siano entrambe direttrici dello stesso, non solo afferiscono ad autorità diverse, ma “non (sono) necessariamente complementari”. Eppure, chissà perchè, ci sembrava di ricordare che il format del Forum fu inventato a Barcellona proprio per inserire in un contesto culturale il progetto di intervento sul tessuto urbano…
In ogni caso, questa illuminante lettura ci chiarisce un paio di cose: non solo la trasformazione urbanistica avverrà in tempi forse non del tutto coincidenti con quelli del Forum (cosa già evidente, e che viene ribadita), ma tra le due operazioni si allenta fortemente il nesso. E non solo in virtù di una diversa sede decisionale – la cosiddetta cabina di regia (Governo + Regione + Provincia + Comune) per la parte urbanistica, la Fondazione Forum per la parte culturale.
Tutto questo, a mio avviso, prelude alla intenzione di far intersecare i due momenti in modo del tutto marginale ed occasionale. Chi sta pensando all’intervento urbanistico targato UNESCO come propedeutico alla trasformazione della città in funzione di uno sviluppo post-forum, che metta al centro le produzioni culturali ed il turismo, è avvertito…
Sbrigata questa faccenduola, l’articolo passa a spiegarci (sottolineandolo in ogni modo possibile) che la formulazione del programma culturale è appannaggio esclusivo del Comitato Scientifico (quello che l’autrice casualmente presiede), e che dovrà essere “articolato secondo il format del Forum e con esso metodologicamente coerente”. Vengono quindi snocciolati i temi del Forum, a tutti ormai noti.

Forum delle Culture - Corriere del mezzogiorno

Forum delle Culture - Corriere del mezzogiorno 14-12-11

Naturalmente, come in tutto il testo, non c’è alcun chiarimento sul come queste tematiche verranno articolate; sembra anzi trasparire l’idea che qualsivoglia proposta che si discosti dalla lettera di questi temi, sia da considerarsi inaccettabile.
Resta il fatto che, ad esempio, il “tema identitario del mare”, aggiunto al progetto nel 2010, contestualmente all’estensione dell’evento su base regionale, può essere affrontato e declinato in modo assai vario.
Si può parlare ad esempio della pesca del tonno, come tradizione comune dei popoli del Mediterraneo, o magari della primavera araba – come suggerisce la Rete Forum… E non è esattamente la stessa cosa…
Veniamo altresì informati che il Comitato Scientifico sta esaminando la proposta programmatica prodotta della precedente gestione della Fondazione – e qui, ooooh!… di stupore: c’era una proposta programmatica??? – che però non è ovviamente vincolante, e che il C.S. elaborerà una sua visione strategica “anche attraverso ulteriori momenti di partecipazione democratica”. É, questo, l’unico (apparente) spiraglio di apertura, in un articolo che appare al contrario una blindatura ferrea della Fondazione.
A parte il fatto che l’uso del termine ulteriori lascerebbe intendere che ce ne siano stati altri, precedentemente, cosa che invece non risulta, il tono complessivo porta a ritenere che, qualora ci fossero, sarebbero caratterizzati dall’idea di partecipazione democratica che alligna a destra: poiché siamo buoni e democratici, vi stiamo a sentire; poi naturalmente facciamo quello che vogliamo, perchè la comandiamo noi.
Vengono quindi elencati i criteri con cui verranno scelti i progetti attuativi di questa visione strategica.
“I singoli progetti dovranno rispondere a criteri di qualità ma possedere anche forza attrattiva, essere fattibili sotto l’aspetto economico-finanziario e temporale, esaltare possibilmente gli aspetti di complementarietà, privilegiare soggetti attuatori prestigiosi, selezionabili, se possibile, intuitu personae (enti di natura pubblica, quali università, fondazioni, accademie, detentori di marchio intellettuale, eccetera) e che dovranno curare l’organizzazione e la gestione degli eventi per mezzo delle proprie sperimentate strutture”.
Di la dall’ovvietà di alcune notazioni, quale la fattibilità in termini di spesa e di tempo, questo paragrafo riassume perfettamente la summa del pensiero di chi presiede il Comitato Scientifico. Ci dice non solo chi sono gli attuatori previsti nel quadro di questa visione strategica, ma anche molto sui metodi immaginati per selezionarli.
La dotta citazione latina, infatti, cosa significa?
“La locuzione latina Intuitu personae, da tradurre con l’italiano ‘avuto riguardo alla persona’, indica nel linguaggio giuridico quei negozi nei quali si ritengono di particolare rilevanza le qualità personali dei soggetti contraenti. (…) È ad esempio un contratto intuitu personae il contratto di consulenza con un libero professionista, individuato sulla base non di una mera convenienza economica – come per le offerte più basse in materia di appalti – quanto sull’affidamento che il cliente valuta relativamente alla qualità (fino a quel momento) garantita nell’esecuzione delle prestazioni professionali.” *
Chiaro?
Dulcis in fundo, veniamo edotti che “i progetti potranno contare su un contributo della Fondazione e, se generatori di entrate, su finanziamenti a carico dei soggetti attuatori”.
Come dire che, in ogni caso, i progetti non verranno finanziati per intero, ma riceveranno un contributo; che, se si prevede possano produrre un gettito economico, può diventare un finanziamento, i cui oneri saranno a carico di chi lo riceve!
L’articolo si conclude quindi con l’immancabile dichiarazione d’ottimismo: “con questi presupposti Napoli e la Regione possono celebrare un Forum 2013 memorabile”. E devo dire che finalmente mi trovo del tutto d’accordo; con questi presupposti, il Forum delle Culture rimarrà indelebilmente nella memoria della città. Eccome!…

Vi capita di ritrovarvi con un motivetto in testa, che non vuole lasciarvi? A me oggi continua a tornare in mente una canzonetta di Carmen Villani: “bada Caterina, oh oh oh…”

* (fonte: Wikipedia)

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Written by enricotomaselli

14 dicembre 2011 a 17:56

Una Risposta

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  1. […] che il Forum dovrebbe prendere il via tra soli 15 mesi… Non è un caso, infatti, che nel suo intervento sul Corriere di qualche giorno fa, l’assessore Miraglia abbia più o meno chiarito che a […]


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