enricotomaselli

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Il Wargame della poltrona arancione

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Prima o poi, i sommovimenti – anche quelli della politica – vengono in superficie.
É da tempo che si vocifera intorno alla posizione dell’assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli, Antonella Di Nocera. Alternativamente data in uscita o riconfermata, l’assessore Di Nocera non ha mai suscitato grandi entusiasmi, né tra la sua maggioranza né tra i suoi naturali referenti nella città; cosa che, ovviamente, da un lato ha reso la sua posizione più precaria, dall’altro ha alimentato il chiacchiericcio sulla sua possibile sostituzione. Del resto, in ciò davvero vaso di coccio, Antonella Di Nocera appare schiacciata tra il protagonismo del Sindaco, che oltre ad aver avocato a sé la competenza per il Forum delle Culture manifesta ambizioni da nume tutelare su tutta la politica culturale (in questo, alquanto bassoliniano…), e i desiderata del PD, che vorrebbe ottenere questo assessorato per uno dei suoi.
Alla fine, comunque, il conflitto sulla poltrona occupata da Antonella Di Nocera è venuto alla luce. Con una lettera pubblicata su Repubblica (20/01/12), Maria Lorenzi, Presidente IDV della Commissione Cultura e Turismo del Comune di Napoli, attacca a testa bassa l’assessore, accusandola – sostanzialmente – di lesa maestà (per aver lamentato sommessamente il suo essere emarginata rispetto al Forum delle Culture), e di inconsistenza propositiva (per la vaghezza delle sue idee rispetto al Forum stesso). La lettera della Lorenzi prendeva spunto da un intervento della stessa Di Nocera, apparso sempre su Repubblica qualche giorno addietro.
Certo, va dato atto che la lamentazione circa il mantenimento della delega sul Forum da parte del Sindaco, per quanto fatta in tono sommesso, non è apparsa una mossa felice. Un membro della Giunta queste cose le dice al Sindaco quando la Giunta si riunisce, non sui giornali. Altrimenti, se il terreno del confronto interno si è eroso, ne trae le conseguenze. Ma a parte questa sbavatura, è certamente vero che le proposizioni avanzate per il Forum sono debolucce e vaghe. E che, ancora una volta, appare discutibile che un rappresentante delle istituzioni le avanzi sulla stampa, prima e/o piuttosto che nelle opportune sedi istituzionali.
Tra l’altro, quella che la Lorenzi definisce ironicamente “una brillante trovata”, ovvero l’idea di “un piano di gemellaggio tra i 30 quartieri della città e 30 capitali mondiali”, non è nemmeno originale. Già un paio d’anni fa, infatti, prima che lo spoil-system della Giunta Caldoro defenestrasse Renato Quaglia dalla Direzione del Napoli Teatro Festival Italia, la Fondazione Campania dei Festival – in accordo con il Museo RISO di Palermo e le Regioni Campania e Sicilia – stava per avviare un progetto denominato Città del Mediterraneo, che avrebbe dovuto tenersi nel 2012 a Napoli, ed in varie località della Sicilia. Il progetto prevedeva, appunto, che 12 città del Mediterraneo venissero ospitate in altrettanti quartieri di Napoli. Il piano di gemellaggio, quindi, sarebbe giusto un riciclaggio di idee altrui.
Naturalmente, poiché è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare, va anche detto che quanto a vaghezza delle idee la lettera della Lorenzi non è da meno. Del resto, idee e proposte culturali degne di nota da parte della Presidente Lorenzi e della sua Commissione, non risultano.
Quello che risulta, appunto, è che il conflitto è venuto alla luce. Il che, in sé, è un fatto positivo.

Il wargame 'arancione'

Il wargame 'arancione'

Quello che preoccupa, invece, è che a distanza di mesi dall’insediamento della Giunta arancione ancora non sia emerso uno straccio di politica culturale, e che l’insorgere di questi conflitti non avviene sul terreno dovuto – quello del confronto su scelte politiche di indirizzo strategico, in tema di Cultura e Turismo – ma sul terreno dello scontro tutto interno al ceto politico, per il controllo di posizioni e poltrone.
Tutto questo mentre si avvicina a passi da gigante la scadenza del Forum Universale delle Culture 2013, per il quale siamo ancora in alto mare.
O forse, proprio per questo. Il Forum, infatti sarà certamente l’occasione clou della sindacatura De Magistris sul terreno della cultura e del turismo. E, molto opportunamente, si colloca strategicamente rispetto alle elezioni politiche, previste per la primavera di quell’anno…
Il controllo su quell’evento, quindi, è fondamentale nel gioco politico del Sindaco e della sua squadra. Oltretutto – in quella prospettiva neo-bassoliniana in cui sembra muoversi De Magistris – sarà anche un’ottima occasione di rafforzare il legame con una cerchia di clientes, grazie alla gestione dei fondi del Forum…
Il wargame intorno alla poltrona di Assessore alla Cultura, quindi, ha in palio una posta più alta di quanto appaia.
Aspettiamo di vedere la prossima mossa sullo scacchiere.

E sempre a proposito di Forum. A distanza di quasi tre mesi dal mio post (“Mò basta.”), finalmente anche le istituzioni si sono accorte dell’esistenza di una Legge che stabilisce i limiti dei compensi percepibili da presidenti e membri del CdA, negli organismi che usufruiscono di fondi pubblici – come, appunto, la Fondazione Forum. Sarebbe bastato conoscere la Legge (oltretutto già recepita dalla Regione Campania) per evitare la figuraccia del caso Vecchioni.
Come più d’uno dovrebbe sapere a Palazzo San Giacomo (ma anche a Santa Lucia…), l’ignoranza della legge non è una scusa accampabile.
Soprattutto quando si sventola il vessillo della legalità.

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2 Risposte

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  1. Tutto abbastanza condivisibile, ma si continua, io trovo, ad equivocare sul concetto di “Cultura” a proposito del Forum. Cosa “c’azzecca” , direbbe di Pietro , la “Cultura” in senso “Storico ed Artistico o di Patrimonio Monumentale” con le “Culture , cioè con il “Confronto” far i diversi Valori dei Popoli ed i diversi modi di “soluzione dei problemi del vivere quotidiano”?

    AssoUtenti

    23 gennaio 2012 at 00:12

    • Che il Forum sia universale e delle culture, dice chiaramente – appunto – qual’è il tema del Forum stesso. Ma non mi sembra che qualcuno abbia mai sostenuto il contrario…
      Peraltro, pensare che Storia, Arte e patrimonio monumentale non ci azzeccano con la Cultura, mi sembra veramente un’enormità. Così come ridurre le Culture a “il ‘Confronto’ far i diversi Valori dei Popoli ed i diversi modi di ‘soluzione dei problemi del vivere quotidiano'”, mi sembra un’idea alquanto misera (e confusa) della/e Cultura/e. Come se questa fosse semplicemente il modo di pensare di un dato popolo, in un dato momento della sua storia. A mio modesto avviso, la Cultura è qualcosa di molto più ampio e profondo, e ciò di cui parli tu non ne è che un epifenomeno temporaneo

      enricotomaselli

      23 gennaio 2012 at 08:39


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