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Cronaca di un fallimento annunciato

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C’è poco da fare, le magagne sono testarde, e continuano a venir fuori, anche quando si cerca di seppellirle nel dimenticatoio.
Così il Forum Universale delle Culture 2013, croce e delizia dei lettori di questo blog – ma non solo, anche di tanti, moltissimi altri napoletani…
Oscurato per un pò da un altro grande evento, l’America’s Cup (a proposito, a quando una valutazione ex-post della manifestazione, con un serio report su costi e benefici?), rieccolo tornare alla ribalta, e guarda caso proprio in occasione della presentazione di un altro grande evento: il World Urban Forum. E già, perchè Napoli ormai sembra lanciata nella rincorsa alla dimensione di città-spettacolo; tutto quanto può dare rilevanza mediatica – cosa che al nostro Sindaco non dispiace affatto… – rientra nei desiderata dell’amministrazione. E quindi, vai con il tennis alla Rotonda Diaz, la tappa di partenza del Giro d’Italia, e chi più ne ha più ne metta…
Che poi la città abbia ben altri problemi, e che questi rimangano sostanzialmente irrisolti, sembra non interessare.
Ma torniamo al Forum. In conferenza stampa di presentazione di quell’altro forum (il World Urban…), il sottosegretario agli Affari Esteri, Steffan De Mistura, lancia una bella bordata: “Non sarà con qualche musicista straniero o una grande festa che si fa cultura. E allora a cosa serve il Forum delle Culture? E cos’è? (…) Non capisco cosa sta succedendo intorno al Forum, e se non capiamo noi, non possono capire gli europei. Gli europei ci chiedono di essere seri, e invece io non vedo, per il Forum delle Culture, né soldi né impegni. (…) Sull’opportunità che il Forum si svolga comunque, io al posto di chiunque abbia responsabilità ci penserei cinque volte. Bisogna pensare a cosa fare per Napoli subito, e non creare dei Forum per i quali in questo momento non ci sono né i soldi né il tempo”.
Uno schiaffo, istituzionale e politico, oltre che – ovviamente – sostanziale, per la coppia Caldoro-De Magistris, che di questo sfacelo è responsabile.

Ma Napoli non è Barcellona...

Ma Napoli non è Barcellona…

Ma come mai, d’improvviso, questa rottura clamorosa, che non a caso ha lasciato a bocca aperta i due (Sindaco e Governatore)? Tanto più stupefacente, se si considera che De Mistura è un diplomatico di lunghissima esperienza, e fa parte di un governo che (di là dall’opinione che se ne possa avere, ed in questo caso la mia coincide sostanzialmente con quella del Sindaco) ha come cifra stilistica l’understatement.
Secondo la Repubblica, la ragione sarebbe l’irritazione per uno sgarbo istituzionale commesso precedentemente nei confronti del Governo, ovvero la nomina di Alessandro Puca a commissario liquidatore della Fondazione Forum (nel cui CdA il Governo è rappresentato da Umberto Siola), senza prima avvertire Roma.
Francamente, l’ipotesi mi sembra peregrina. Intanto, benché la funzione sostanziale sia quella, la nomina viene però formalmente giustificata come finalizzata alla volontà di “ripristinare la regolare attività dell’ente” (peraltro, con un contorcimento di senso degno della peggior politica da prima repubblica). Inoltre, e soprattutto, il disinteresse del Governo per il Forum era in realtà già noto da tempo.
E dunque, perchè?
A mio avviso, per un concorso di cause. Certamente, la cultura di governo della compagine montiana è, diversamente da quella dei politici che li hanno preceduti, segnata da un attenzione ragioneristica alle spese. Cadendo nell’eccesso opposto dei loro predecessori, per i quali certi eventi erano un’appetitosa occasione di visibilità, di clientelismo e di corruzione, i professori riescono a vederli esclusivamente come un’occasione di spesa. Una dimensione molto contabile della politica, quindi, fa certamente da sfondo a questa presa di posizione. Ma di certo non basta a spiegare.
A me ha colpito, però, una coincidenza di tempi. Poche ore prima, infatti, il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, aveva clamorosamente rimesso al governo il mandato di commissario all’Expo 2015, accusandolo di disinteresse per l’evento. É possibile, quindi, che a Palazzo Chigi – cui certo questa mossa non ha fatto piacere – ci fosse il timore che da Napoli, cogliendo l’esempio dell’amministrazione milanese (con cui del resto c’è feeling), si provasse a scaricare sul governo qualche responsabilità in ordine al Forum. E/o, ancora, che ci fosse la percezione di un certo malumore da parte della Fondaciò Forum de les Cultures, e si è quindi voluto prendere le distanze da un fallimento annunciato.

Perchè di questo si tratta, è chiaro. Il decisionismo del Sindaco, e la stitichezza amministrativa del Governatore, hanno congiuntamente prodotto questa ormai inarrestabile deriva, che farà del Forum un gigantesco flop.
Prima il balletto delle nomine (Vecchioni, Marotta) sulla Fondazione, poi la decisione di smobilitarla. Un budget continuamente annunciato e mai stanziato (però in costante calo). Una dimensione d’intervento sempre più ristretta (niente risanamento urbanistico), ma sempre più spalmata sul territorio (non più solo Napoli, ma anche Caserta, Pompei…). Uno strumento di gestione dell’evento, la Fondazione, falcidiato dalle dimissioni e minato dalla politica, che però non è stato ancora sostituito da nulla. Una girandola di annunci, cui non seguono mai i fatti.
E soprattutto, a tutt’oggi non si è avviato alcun percorso inclusivo e preparatorio, per coinvolgere la città. Anzi, al contrario, ogni tentativo di attivare percorsi di questo tipo, da parte degli artisti e degli operatori culturali, è stato lasciato cadere con indifferenza.
Io mi domando, ma a Barcellona si rendono conto di tutto ciò? Sino in fondo?
Abbiamo un assessore regionale alla cultura, Caterina Miraglia, che stanzia 11 milioni di euro per il Napoli Teatro Festival Italia, e solo per il periodo del Forum, mentre il Forum stesso non ha ancora alcuno stanziamento, e con ogni probabilità sarà minore.
Abbiamo un assessore comunale alla cultura, Antonella Di Nocera, tagliata fuori dal Forum, messa ai margini dal Sindaco e pubblicamente attaccata e snobbata dalla sua stessa maggioranza politica, che chiede sui giornali di poter interloquire con la Fondazione.
Abbiamo un sindaco accentratore (da ultimo si è candidato anche alla presidenza del Conservatorio…), che incurante della complessità dei problemi che ha di fronte (nonché, come nello specifico, della mancanza delle necessarie competenze per affrontarli), insiste nel voler proiettare questa immagine taumaturgica di se, ed a se riconducendo la gestione di tutto (la sua somiglianza caratteriale con l’ex Presidente del Consiglio comincia a diventare inquietante…). Indifferente al rischio di far male, perfettamente naturale quando si vuol fare tutto.

Arrivati a questo punto, mi sembra evidente che – nella migliore delle ipotesi – il Forum si risolverà in una misera kermesse, totalmente avulsa dalla città, senza alcuna ricaduta positiva e di medio-lungo periodo. L’ennesimo insulto a Napoli, alla sua storia ed alle sue possibilità. La domanda, quindi, è: che senso ha voler insistere a farlo? Perchè non prendere onestamente atto che non ci sono né i soldi né i tempi (non parliamo delle idee…) per farlo dignitosamente? Non è affatto un caso, che la questione Forum sia considerata dai cittadini napoletani come una delle cose peggiori della gestione De Magistris, e quindi di certo non se ne risentirebbero.
Ma la domanda non è rivolta soltanto a Napoli.
Il Sindaco di Barcellona, Xavier Trias i Vidal de Llobatera, nella sua qualità di Presidente della Fondaciò, nonché Mireia Belil, nella sua qualità di Direttrice, non pensano che un clamoroso fallimento dell’edizione napoletana possa portare più danno al format che saltare un giro? Non sarebbe molto meglio, eventualmente, rinunciare ai 2 milioni e mezzo che ancora devono avere, per l’uso del marchio e del format, salvaguardando questi da una figuraccia che inevitabilmente si rifletterebbe su di essi?
L’anno appena passato, puntellato qual e là da clamorosi scivoloni – Vecchioni in primis – è andato completamente perso, anzi è servito a smantellare il poco fatto finora, disarticolando la macchina organizzativa e disorientando l’opinione pubblica. Dunque, mentre prosegue il nulla operativo, prendersi una pausa di riflessione non farebbe male.
La determinazione è una qualità, l’ostinazione no.

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6 Risposte

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  1. […] delle Culture. Cronaca di un fallimento annunciato   (dal blog di Enrico Tomaselli) C’è poco da fare, le magagne sono testarde, e continuano a venir fuori, anche quando si cerca […]

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    icittadiniprimaditutto

    16 giugno 2012 at 15:58

  3. cvd, come volevasi dimostrare, avrebbe detto la mia insegnante di matematica del Liceo. Come bene titoli questo post, dopo le folgorazioni verso un presidente da scegliere (in modo quasi insensato!), e la prima “scesa” di debiti, passando per la sede del forum stesso!, il fallimento era già scritto

    lois

    17 giugno 2012 at 00:04

    • Si, tristemente vero. Napoli meritava qualcos’altro. Spero che almeno a Barcellona abbiano uno scatto d’orgoglio – e d’intelligenza – e di decidano a dire “stop”. Inutile aspettarselo da San Giacomo o da Santa Lucia. Ci vorrebbe un miracolo

      enricotomaselli

      17 giugno 2012 at 00:33

  4. Chi è di memoria breve non può parlar di Cultura, figuriamoci di Forum delle Culture! 😉

    Antonio Prigiobbo

    17 giugno 2012 at 10:13

  5. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    icittadiniprimaditutto

    17 giugno 2012 at 17:25


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