enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

Napoli immaginaria

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“Mi si nota di più se vado o se non vado?”… Mi viene in mente la famosa frase di Moretti in Ecce Bombo, perchè a questo punto mi viene da chiedermi: noterete di più la mia presenza o la mia assenza? E già, perchè questo blog (io e voi) si prende una pausa. Ci volessimo ‘ntussecà pure l’estate? No, vero… Fa caldo, stamm’ nguaiat, e la testa ha bisogno di rinfrescarsi un pò. Altrimenti, se non ricarichiamo le batterie, come si farà a settembre, quando ci toccherà ricominciare a battagliare? Insomma, ci si reincontra (virtualmente) qui, l’ultima settimana di agosto.
E quindi, su cosa focalizzare quest’ultimo post? L’estate, si sa, è dedicata anche alla letteratura d’evasione, perciò mi chiedo se puntare sul giallo o sulla fantascienza…
Meglio la fantascienza, và. Una Napoli immaginaria… 

Vorrei arrivare a Napoli, il primo settembre, di ritorno da un viaggio (immaginario, va da sé…), e trovarla pervasa da un’atmosfera positiva. Vorrei sentire nell’aria un energia nuova, una voglia di fare, che non si aspetta null’altro al di fuori di sé. Come un gruppo di musicisti che si incontra per caso in strada, ed improvvisa una session, senza aspettare un direttore d’orchestra e senza farsi troppe domande. Incontrare persone che ti parlano dei loro progetti, che intrecciano relazioni, sviluppano sinergie. Una città corale, non più accorata.
Vorrei sfogliare il giornale, e scoprire che poi l’onestà ed il coraggio non sono scomparsi nemmeno dai palazzi. Arrivare alla cronaca cittadina, e leggere una lettera aperta dell’assessore alla Cultura, che con apprezzabile sincerità riconosce di non essere all’altezza del compito, di non aver saputo neanche immaginare un modo nuovo ed adeguato per ricoprire l’incarico, e che con lo stesso spirito di servizio con cui ha operato sinora, rassegna le proprie dimissioni.
E di spalla, trovare il pezzo di cronaca, in cui si racconta di come il Sindaco sia già all’opera per riassegnare l’incarico. Leggere le sue dichiarazioni virgolettate, in cui delinea la figura che ha in mente. “É convinzione di questa amministrazione, e mia personale, che quello alla Cultura sia un’assessorato ‘eccezionale’; perchè su questo terreno, la Politica non può e non deve svolgere la sua normale funzione di ‘indirizzo’, ma debba operare solo ed esclusivamente per favorire la massima libertà di espressione artistica e culturale, e per assicurare lo sviluppo anche economico del settore. Per questa ragione, cercheremo una figura che sappia ascoltare, che sappia mediare tra tradizione ed innovazione, che sappia adoperarsi per mettere in valore tutte le energie e per amplificare le opportunità. Lo faremo in modo trasparente, tenendo conto delle esigenze e degli equilibri della politica, ma senza farli prevalere. E, in ogni caso, sarà una scelta ‘condivisa’ da quanti operano nel settore, che chiameremo ad esprimersi preventivamente”.
E rialzando gli occhi dal giornale, sentir vibrare in tasca lo smartphone, tirarlo fuori e vedere i tweet con cui già si apre il confronto tra operatori culturali e Sindaco…

La storia della ztl?...

La storia della ztl?…

Vorrei sedermi al tavolino di un bar, al fresco del Vomero, e sbirciare il tablet della mia vicina, che sta seguendo le ultime notizie online, ed apprendere così che l’assessore regionale alla Cultura, a sua volta, ha deciso di ritirarsi da tutti i consigli d’amministrazione, i comitati scientifici e le fondazioni, in cui sedeva in virtù del proprio ruolo politico. Sentire la sua viva voce assicurare che, nei prossimi giorni, si consulterà col Presidente della Regione per decidere se e come proseguire la sua azione, e che in ogni caso questa sarà improntata alla massima coordinazione con l’Amministrazione Comunale. Che si sta anzi valutando l’ipotesi di costituire una cabina di regia, in cui le amministrazioni coinvolte, i principali enti culturali, i rappresentanti delle varie realtà cittadine del settore, si ritrovano per pianificare e coordinare le politiche culturali per la città di Napoli, proprio a partire dagli investimenti delle risorse economiche.
Più tardi, mangiando una caprese all’ombra di un portico, ascoltare in sottofondo le notizie del TG. “Il Direttore del Napoli Teatro Festival lascia l’incarico di Direttore Artistico del Teatro Mercadante, ed annuncia la decisione di aprire un tavolo di confronto con tutti gli operatori del teatro e della danza contemporanea, per valutare insieme il miglior modo di mettere a frutto le esperienze cittadine, nel quadro della prossima edizione del festival”
Tornato al bar di prima, per sorseggiare un caffè freddo, chiacchierare amabilmente con una sconosciuta dell’imminente avvio della stagione di letteratura partecipata, poeti, romanzieri, saggisti e blogger napoletani, che nelle fresche serate settembrine portano le proprie narrazioni nelle piazze e nei cortili della città, per ricongiungere le parole con i luoghi e le genti di Napoli.

Scendere poi in funicolare verso il centro, e scivolare lentamente verso via Dei Mille, dove – con una grande mostra dedicata alle avanguardie del ‘900 napoletano – si inaugura la stagione artistica della neo-costituita Fondazione PAN. Nei saloni del Palazzo delle Arti Napoli, una straordinaria esposizione di artisti come Di Bello, Tatafiore, Barisani, affiancata dalle immagini fotografiche realizzate allora dai fotografi napoletani, e dalle pagine dei giornali dell’epoca, a ricostruire uno splendido affresco di quella fervida stagione. Immergersi nel brusio della folla che percorre attenta la mostra, incontrando volti di amici e conoscenti, e scambiandosi sempre un sorriso, consapevole della bellezza che ci circonda – e della sua importanza. Poi fuori, nelle ampie terrazze, scorgere i ragazzi dell’Accademia di Belle Arti e dei Licei Artistici, seduti in circolo in terra, discutere appassionatamente d’arte con artisti famosi, direttori di musei, sovrintendenti. E scorgere in uno di questi gruppi, silenziosamente accovacciato in un angolo, il Sindaco. Che ascolta, attento, per scoprire senso e valore dell’arte contemporanea.
Scendere poi con qualche amico gli scaloni, uscire in strada, e dirigerci – attraverso una vasta ztl, che arriva sino a piazza Carità – verso il centro storico.
Vorrei attraversare con loro strade pulite, non invase dal commercio (legale o abusivo che sia), ma in cui tutto – dai tavolini all’esposizione di borse tarocche – trova un suo equilibrio, senza costringerti ad uno slalom continuo, facendoti sentire estraneo in casa tua.
Consumato un aperitivo – mooolto alcolico… – a piazza Bellini, spostarsi verso il Museo MADRe, dove prosegue la mostra sui YBAs (Young British Artists), e quella sugli street artists napoletani, ospitata nella chiesa di Donnaregina Vecchia, provvidenzialmente tornata al Museo. Riconquistata un’identità propria, anche grazie ad un giovane direttore artistico di formazione internazionale, il Museo torna a splendere di luci e di orgoglio napoletano.

Si è fatto tardi, la sera rinfresca. Ci avviamo comodamente a prendere una delle linee notturne dell’ANM, ciascuno sapendo con esattezza – via smartphone – quando arriverà il proprio bus.
Casa. Una doccia, con acqua appena appena fresca. Leggere qualche pagina di un buon libro (giallo, non fantascienza…). Spegnere la luce, rigirarsi, dormire. Sognare…
Sognare una città immaginaria, una Napoli sporca, piena di tensioni, dove i musei chiudono, i giovani fuggono, i politici impazzano, i cittadini si smarriscono

Ci risvegliamo il 25 agosto.

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3 Risposte

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  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    icittadiniprimaditutto

    7 luglio 2012 at 12:30

  2. Mi sembra proprio un buon augurio prima delle vacanze, che ti auguro siano ristoratrici. Ricordati però solo di una cosa, quando rientrai, dopo aver preso il fresco al Vomero, per scendere giù, non prendere la funicolare di San Martino… quella resterà “ferma per lavori”, fino al 9 settembre!!!
    Buone vacanze 🙂

    lois

    7 luglio 2012 at 16:28

    • Per scendere a via Dei Mille, molto meglio la funicolare di Chiaia… 🙂
      Buone vacanze a te – a tutti voi!

      enricotomaselli

      7 luglio 2012 at 16:38


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