enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

Alea iacta est.

with 19 comments

Credo che capiti a tutti, di esitare. Trovarsi in una situazione di incertezza, tentati da entrambe le possibilità. Farlo o non farlo.
Alla fine, la cosa peggiore è prolungare indefinitamente questa situazione di stallo. Imputridisce, come l’acqua di una pozza, e ci avvelena. Meglio, dunque, rompere gli indugi – persino a costo di sbagliare.
“Alea iacta est”, avrebbe detto Giulio Cesare – secondo Svetonio – varcando il fiume Rubicone. O, forse, il fiume Pisciatello – che nel nostro caso mi sembra molto più calzante… La locuzione (di là da diverse ipotesi sulla corretta traduzione) comunque aveva, ed ha, il significato di interrompere l’esitazione, passando all’azione. In particolare, varcando il confine segnato dal fiume, Giulio Cesare stava consapevolmente violando la legge di Roma, entrando alla testa di un’armata sul territorio italico. Il suo, dunque, non era semplicemente un gesto che decide, ma anche un’importante assunzione di responsabilità.

Sembra un passato remoto, eppure non è poi così lontano, il giorno in cui a Napoli maturò la decisione di provare a portare qui l’edizione 2013 del Forum Universale delle Culture. Quello che allora sembrava un sistema di potere consolidato e solido – il centro-sinistra al Governo in Comune, Provincia e Regione – non si era ancora sbriciolato come tufo, lasciando che dalla sua polvere venisse fuori una nuova e strana creatura: apparsa come una fenice arancione, per poi rivelarsi un brutto anatroccolo
In quel contesto, da cui ci separano in fondo solo pochi anni, l’idea dell’allora assessore Oddati si collocava perfettamente, inserendosi in un percorso apertosi con la prima sindacatura di Antonio Bassolino, che guardava all’Arte ed alla Cultura come strumento di rinascita per la città. Erano, anche anni di vacche grasse; o forse, semplicemente, anni in cui si macellavano vacche comprate a credito… Comunque sia, la disponibilità di fondi da investire non sembrava allora un gran problema. Proprio a partire dai 3 milioni di euro richiesti dalla Fondaciò di Bercellona per la concessione del marchio. E sin dall’inizio, infatti, l’intero progetto fu affrontato in un ottica di grandeur partenopea. Tra partecipazioni al Forum di Monterey,  ed altre iniziative, si impegnarono risorse cospicue – ma senza averle in cassa. Da ultimo, come classicamente accade nei regimi alla vigilia del tracollo, la Giunta Bassolino approvò uno stanziamento a copertura, proprio negli ultimi giorni di governo. Provvedimento poi subitamente annullato dalla Giunta Caldoro, poiché preso in violazione delle normative.

Giulio Cesare

Giulio Cesare

Dopo le innumerevoli – e tragicomiche – vicissitudini succedutesi in questi mesi, e di cui ho spesso scritto su questo blog, il Forum delle Culture sembra essere stato inghiottito in un buco nero. Non se ne parla più, non se ne sa più nulla. Il commissario liquidatore della Fondazione ha costituito un trust per la gestione dei debiti pregressi – aprendo un’altro capitolo nella triste ed indecorosa storia dei rapporti tra operatori culturali ed istituzioni napoletane. Quella che era la sede della Fondazione è stabilmente occupata dai “lavoratori dell’immateriale”, in una condizione di vacatio legis. Per tutto il resto, niente è dato sapere.
La domanda a questo punto, quindi, è: ma a queste condizioni, davvero vogliamo che si tenga a Napoli questo Forum Universale delle Culture?
Io temo che il prevedibile esito, al saldo dell’inevitabile strascico di polemiche ex post, sarebbe un inutile spreco di risorse pubbliche – in una città che tutto può permettersi tranne gli sprechi – in cambio di una fiera spettacolare, senza alcun autentico contenuto culturale e senza alcuna ricaduta concreta e durevole sulla città. Allora, meglio rinunciare.
Ma naturalmente, inutile aspettarsi questo coraggio e questa assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni locali. Sarebbe come riconoscere la superficialità del proprio approccio alla questione.
Dunque, andiamo direttamente alla fonte. Non c’è un Giulio Cesare che alla testa delle sue armate scenda a sbloccare la situazione; per questo, c’è bisogno di Giulio, di Maria, di Ciro, di Francesca, di Paolo, di Claudia… Assumiamoci in prima persona la responsabilità, in qualità di cittadine ed operatori culturali napoletani, di chiedere alla Fondaciò di annullare l’edizione 2013.
Quella che segue è una lettera aperta che, a trenta giorni da oggi, sarà inviata al Sindaco di Barcellona, Presidente della Fondaciò, ed alla Direttrice della stessa. Oltre che ai quotidiani di Bercellona El Periodico e La Vanguardia. Per sottoscriverla, basta inviare una email a tomaselli.enrico@gmail.com.
Cominciamo a farci carico anche dell’onere di avviare azioni effettive, e non solo di protestare. Si lanci il dado.

Difendiamo la Cultura e la città
Signor Sindaco Xavier Trias i Vidal de Llobatera, Gentile Direttrice Mireia Belil,
A soli sette mesi dal programmato inizio del Forum Universale delle Culture 2013, che si terrà a Napoli, la situazione è gravemente degenerata.
Il Sindaco di Napoli, eletto oltre un anno fa, dapprima aveva nominato Presidente della Fondazione Forum il cantautore Roberto Vecchioni, che lo aveva sostenuto in campagna elettorale; nomina che aveva suscitato sin dal primo momento non poche perplessità. Ed a cui fecero rapidamente seguito aspre polemiche, per via di alcune discutibili affermazioni del neo-presidente, e per le sue esorbitanti pretese economiche (tra l’altro, in contrasto con le normative di legge italiane). Dopo soli due mesi, Vecchioni rassegnò le dimissioni.
Dopo un altro mese di vuoto, il Sindaco scelse come Presidente Sergio Marotta, un funzionario del suo staff, lasciando ancor più sconcertati artisti ed operatori culturali napoletani. Il secondo neo-presidente, peraltro mai insediatosi ufficialmente, dopo un breve periodo di silenzio cominciò a rilasciare dichiarazioni in favore dello scioglimento della Fondazione che avrebbe dovuto presiedere.
Quindi, mentre trascorreva il tempo senza che la Fondazione fosse messa in grado di lavorare, membri del Consiglio di Amministrazione si dimettevano, il Ministero degli Esteri italiano manifestava la sua volontà di non impegnarsi nella Fondazione, e poi via via, in un crescendo a valanga, la Provincia di Napoli abbandonava la Fondazione (di cui era socio fondatore), l’artista Peppe Barra, membro del Comitato Scientifico annunciava le sue dimissioni, seguito poi dal Direttore Generale, l’ambasciatore Francesco Caruso, che lasciava l’incarico con una lettera fortemente polemica nei confronti dei soci pubblici della Fondazione (Comune di Napoli e Regione Campania), e dallo storico Paolo Macry del CdA.

A conclusione di questo anno, in cui nulla si è fatto per la realizzazione del Forum, al di fuori della giravolta di poltrone – in entrata ed in uscita – il Sindaco di Napoli, reduce da un viaggio nella vostra Barcellona, annunciò al Consiglio Comunale riunito in seduta straordinaria dedicata proprio al Forum, che si sarebbe assunto lui in prima persona il compito di guidare la Fondazione ed il Forum. Pochi mesi dopo,  la Fondazione è stata commissariata e svuotata del ruolo destinatole.
A tutt’oggi, non c’è ancora alcuno stanziamento da parte della Regione Campania, non c’è alcuna indicazione su quale struttura – e di quale natura – si assumerà l’onere dell’organizzazione del Forum, non c’è alcuna idea (nota) su chi dovrebbe dirigerlo e su quali saranno gli eventi programmati. Nulla di nulla.
Senza voler assolutamente entrare nel merito della disponibilità e della competenza del Sindaco, questa situazione di vuoto provoca grande sconcerto. Appare del tutto improbabile, in tali condizioni, che il Forum possa – per quanto spostato in avanti rispetto alla programmazione iniziale – divenire un evento degno delle precedenti edizioni, e soprattutto che possa apportare alla città ospitante benefici reali e duraturi.
Lo sconquasso prodotto sinora dall’intervento massiccio della politica sulla organizzazione del Forum è ormai irreversibile. La realizzazione stessa del Forum è a questo punto fortemente dubbia, quantomeno sotto il profilo della qualità; e se si dovesse persistere sulla linea sinora perseguita, il disagio ed il disappunto degli artisti e degli operatori culturali napoletani potrebbe, a malincuore, arrivare al boicottaggio attivo del Forum stesso.
Per evitare che si giunga ad un esito disastroso, vi chiediamo di riconsiderare l’opportunità di tenere l’edizione 2013 del Forum nella città di Napoli, laddove sussiste il fondato dubbio che questo possa risolversi in altro che un dispendio di risorse pubbliche per una kermesse senza alcun reale valore culturale.
La città di Napoli e la Cultura ve ne saranno grati.

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19 Risposte

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  1. Ciao Enrico, sono perfettamente d’accordo con quello che dici e scrivi. Speriamo ci siano adesioni e che tutti inizieranno “a farsi carico” e far sentire le proprie voci.

    lois

    21 ottobre 2012 at 19:55

    • Ciao, ti ringrazio per l’adesione e ti invito, nei limiti del possibile, a fartene a tua volta promotore. Più siamo, più la nostra voce verrà presa in considerazione, anche in Spagna.

      enricotomaselli

      21 ottobre 2012 at 20:09

      • Ti ho già ritwittato e adesso proverò a sollecitare tutte le persone nelle quali confido! L’unione fa la forza!

        lois

        21 ottobre 2012 at 20:16

  2. […] In ogni caso, se questo è il suo pensiero al riguardo, faccia un gesto di coraggio: firmi la lettera aperta al Sindaco di Barcellona ed alla Direttrice della Fondaciò, con cui si chiede la revoca […]

  3. […] Ed a proposito di passi indietro da chiedere… Due settimane fa, pubblicando il post Alea iacta est, ho annunciato il prossimo invio di una lettera aperta sul Forum Universale delle Culture; la […]

  4. Sono un pò stanco e quindi riesco a leggere solo una parola su 20. Spero che il forum si faccia, così, se passa il mio progetto, mi abbusco una cosa di soldi. Del resto mi interessa poco, il mio progetto è fico. Bruci il Forum, se subito dopo approvare e pagare il progetto mio meglio. Visto che si trova, il vento spiri un pò qua e un po’ là.

    eiroc

    8 novembre 2012 at 22:12

    • Se non ti fossi affezionato, e non avessi per te una qual certa stima, questo commento intriso di cinismo e disincanto – appena appena ammiccante all’ironia – mi avrebbe francamente depresso. Purtroppo, è uno stato d’animo diffuso, e questo è (imho) ancor più deprimente. Perchè questo stato d’animo è un grande autoinganno. L’idea del chissenefrega, basta che non mi rompano troppo, e magari mi abbusco qualcosa, in realtà serve solo a lasciar campo libero a chi fotte tutti – compreso chi coltiva questa ingenuità…
      Non fa per me.

      enricotomaselli

      8 novembre 2012 at 22:33

      • Come una “qual certa”?! 😉

        Comunque sai che predico male e razzolo bene, un pò di vaffanculismo pre-grilliano mi fa ridacchiare e ragionare meglio. E poi ero davvero così stanco da scrivere male messaggio e anche il mio nome, ma devo aver sentito il bisogno di dire qualcosa. Apprezzo e non condivido la proposta di revoca.

        enrico

        9 novembre 2012 at 10:44

      • Errata corrige: laddove ho scritto “qual certa stima”, leggasi “stima sconfinata”. Che fossi stanco si capiva. Apprezzo l’apprezzamento, non condivido la non condivisione…

        enricotomaselli

        9 novembre 2012 at 11:17

  5. Enrico aggiungi la mia firma.

    paolo antonio galileo

    9 novembre 2012 at 10:11

  6. Non mi convince tutta tutta la ricostruzione, ma – visto che dobbiamo essere decisionisti – concordo e firmo.
    Tra l’altro, a me è sempre sembrato poco interessante, già prima che gli bloccassero i fondi.

    Benedetta

    9 novembre 2012 at 15:03

  7. Come al solito non siamo in grado di assumerci le nostre responsabilità.
    Troppo facile scaricare il barile, disimpegnarsi, abbandonare… eppure era la migliore occasione per rilanciare Napoli, partendo dalla cultura e non da eventi mondani o sportivi…

    Rinunciare per incapacità manifesta sarà un’onta difficile da lavare, chi mai ci affiderà più un evento di caratura internazionale?

    Meglio il pizzafest, meglio qualche regata strapagata nel golfo… per la cultura e per momenti di incontro fra culture differenti non c’è spazio in città…

    Fabrizio

    Fabrizio Reale

    10 novembre 2012 at 08:35

    • Purtroppo, lo stimolo e l’impegno di tanti, non è servito a smuovere chi aveva ed ha la responsabilità istituzionale di organizzare il Forum.
      Dopo il ben noto balletto delle nomine, esordito con quella dell’improbabile Vecchioni, e dopo l’affossamento della Fondazione che avrebbe dovuto gestire l’evento, con ogni evidenza sulle amministrazioni locali (Comune e Regione in testa) è calato il velo dell’indifferenza, preferendosi eventi mediaticamente più spettacolari – e soprattutto mordi-e-fuggi… – magari più semplici da organizzare e più utili come vetrina per ambizioni personali.
      Il Sindaco, che tanto ama proiettare di sé un’immagine decisionista (al tempo stesso imbellettata da un linguaggio populista), ha fatto una serie di annunci in merito, tutti poi smentiti dai fatti, per poi tacere definitivamente.
      Per questo, a malincuore e non certo con leggerezza, è nata l’idea della lettera aperta. Perché le istituzioni siano pubblicamente chiamate a rispondere delle proprie responsabilità.
      E perchè la cittadinanza dimostri di sapersi assumere le proprie.
      Non è vero che in città non c’è spazio per la Cultura. É nella mente dei nostri amministratori, che fatica a farsi largo.

      enricotomaselli

      10 novembre 2012 at 09:37

    • Credo che qui dentro nessuno abbia come obiettivo quello di trascurare la cultura; solo che – a mio modestissimo parere – ‘sto Forum non è la grande occasione, né il fenomeno che volevano farci credere quando (per muovere un po’ di soldi e farsi belli) hanno deciso di farselo assegnare.
      E non si tratta di abbandonare, ma di misurarsi.

      Benedetta

      10 novembre 2012 at 16:06

      • Il Forum, oggi, semplicemente non è. E dico “non è”, che è diverso dal dire “non è più”. Il Forum, per essere chiari, avrebbe potuto essere una grande occasione. Lo sarebbe stato, certamente, se la politica non lo avesse maneggiato malamente, se la città avesse vigilato e partecipato alla sua costruzione.
        Le cose sono andate diversamente.
        Ovviamente, sarebbe anche potuta andare diversamente – anche come dici tu, “muovendo un pò di soldi e facendosi belli”. L’esperienza di Barcellona, Valparaiso e Monterey, insegna che l’esito può essere discutibile, ma comunque qualche segno lascia. Io credo che Napoli avesse ed abbia molte più risorse culturali, rispetto a Valparaiso o Monterey – con tutto il rispetto con quelle città.
        Quello che non avrà, è l’occasione per “misurarsi”.

        enricotomaselli

        10 novembre 2012 at 16:28

  8. […] richiamarli alla propria assunzione di responsabilità. É questo il senso della lettera aperta che tra 10 giorni sarà inviata al Sindaco di Barcellona ed alla Direttrice della Fundaciò Forum, per chiedere che venga revocata […]

  9. […] ‘o sann’ fà…” Mi permetto di dire che, quando nell’ottobre 2012 feci partire l’iniziativa provocatoria di chiedere alla Fundaciò di Barcellona la revoca dell’assegnazione a Napoli […]

  10. […] oltre che ai quotidiani di Bercellona El Periodico e La Vanguardia (il testo può essere letto qua). Mi capita di leggere dell’iniziativa alla quale aderisco senza pensarci un attimo. La […]

  11. […] giornali (cfr il Mattino, 4/9/13, “L’ira degli spagnoli”); del resto, erano stati avvertiti per tempo, di ciò che si stava preparando. Per incredibile che possa sembrare, ancora non è stata firmata […]

    Unfit | enricotomaselli

    7 settembre 2013 at 10:01


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