enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

Not in my backyard

with 6 comments

Mala tempora currunt. Il combinato disposto tra uno spaventoso deficit lasciato dalla precedente amministrazione, e la palese incapacità di quella attuale a fronteggiarla quantomeno con le idee, stanno producendo – al posto della sperata rinascita – la ripresa del lento scivolamento verso il declino. La crisi del centro-sinistra campano, il triste crollo di quel modello di governo meridionale nei cumuli di spazzatura, avevano comunque prodotto uno scatto, una volontà di superare quella stagione, riprendendo il cammino per il riscatto della città – pur senza cedere alle lusinghe di una destra padronale, un pò stracciona ed inquinata da troppe contiguità col malaffare camorristico.
Purtroppo, la nuova amministrazione ha saputo diventare tale cavalcando quell’onda, senza poi saperne interpretare davvero l’anima, senza essere capace di mobilitarne le energie. Avvitandosi su se stessa e sui propri limiti. Chiudendosi a riccio e rigettando ogni critica come un’atto di lesa maestà. Equiparando ogni dissenso al “remare contro”.
Per questo, oggi, si rende urgente la ripresa di quella spinta dal basso, il rimettere in moto le energie positive della cittadinanza, senza deleghe che escludano la partecipazione attiva e significativa.
Assunzione di responsabilità. Questa la parola d’ordine.

Napoli, terza città d’Italia, capitale morale del Mezzogiorno, possibile punto di riferimento per i paesi del bacino mediterraneo, è oggi invece rassegnatamente distesa su un piano inclinato. Chiusa ormai da decenni la stagione industriale, che ha lasciato solo strascichi indecenti (da Bagnoli a Napoli Est), la città non riesce a trovare una sua vocazione alla crescita, nuove strade per lo sviluppo, impantanata in politiche da basso impero. Eppure, anche se appare chiaro che la chiave per uscire dalla spirale della decrescita infelice è investire nella Cultura, nel senso più ampio del termine, continuiamo ad arrancare, sprecando le (poche) risorse ed occasioni su cui fare leva. La responsabilità prima, in questo, è sicuramente della classe dirigente locale, tutta intera, la cui inadeguatezza emerge tragicamente quando l’effetto tornasole delle crisi rende tutto più netto e chiaro. Ma c’è anche, come sempre, una responsabilità oggettiva di noi cittadini, nella misura in cui non sappiamo farci carico in prima persona dei destini della città.
E adesso, come se fosse appena tornata da un viaggio su Marte, ci sentiamo dire dall’assessore Di Nocera che “La cultura in città è ferma”. Ma và?

Il senso di essere 'cittadini'

Il senso di essere ‘cittadini’

Intervistata da Repubblica, non molti giorni dopo aver pubblicato sullo stesso giornale la lettera di cui ho parlato un paio di post fa, l’assessore alla Cultura fa un quadro della situazione che, pur nell’ovvia difesa dell’operato dell’amministrazione, non può non risaltare come desolante, senza però trarne l’unica – e decorosa – conseguenza. Dimissioni.
Dice la Di Nocera: “In una prima fase, ci siamo concentrati sul recupero d’immagine della città”, peccato che “sulla cultura ora siamo fermi, e non abbiamo un euro disponibile”! É lecito chiedersi se puntare tutto sugli eventi spettacolari (America’s Cup, Coppa Davis…), eventi che forse avranno prodotto qualche ricaduta in termini di flussi turistici ma che certamente non hanno lasciato nulla alla città, fosse davvero il miglior modo di investire le poche risorse disponibili. Investimenti su cui, tra l’altro, a tutt’oggi c’è poca chiarezza. O se, per dirne un’altra, abbia senso aver investito 60.000 euro per la programmazione annuale del PAN, e spenderne 40.000 per una manifestazione estiva (Cinema a sdraio) che ha raccolto si e no un centinaio di spettatori lungo l’intera durata. Ma questa rassegna, che stava molto a cuore all’assessore, pare sia costata tanto a sua insaputa
Il succo dell’intervista è comunque la trita lamentazione sulla mancanza di fondi, cosa vera ma che costituisce un’alibi insostenibile quando la mancanza di progettualità culturale in città, da parte dell’amministrazione, è stata assoluta. E tanto più quando, quelle poche risorse disponibili, sono state disperse in tante piccole iniziative, o impegnate in un paio di grandi eventi sportivi.

Sull’unica vera occasione di rilancio per la città, legata alla Cultura, ovvero il Forum Universale delle Culture – il cui affossamento è interamente ascrivibile all’approssimazione ed alla incapacità di questa amministrazione e del suo Sindaco in primis – l’assessore dice: “mi sono espressa più volte e non ho cambiato idea: per me ha senso soltanto se è un evento con un programma partecipato e rappresenta  –  in una proiezione internazionale  –  un volano per far partire dei progetti stabili sui territori, che parlino ai giovani, lasciando un segno vero per la città”. Visto come stanno le cose, e quel che dichiara l’assessore, abbiamo conferma che – pur essendo, appunto, assessore alla Cultura – sul tema Forum Universale delle Culture non ha mai contato granchè. In ogni caso, se questo è il suo pensiero al riguardo, faccia un gesto di coraggio: firmi la lettera aperta al Sindaco di Barcellona ed alla Direttrice della Fondaciò, con cui si chiede la revoca dell’assegnazione a Napoli.
Basta con questi giochetti di potere sulla pelle della città. Quell’intervista, che secondo Dagospia potrebbe costare ad Antonella Di Nocera (“assessore per mancanza di prove”) il posto in giunta, e che secondo me è invece l’ennesimo tentativo di mettere le mani avanti, da parte di un assessore eternamente in bilico e ben poco amato anche dalla sua stessa maggioranza, segna comunque un giro di boa. Non si continui a far finta di nulla. Dopo ciò che ha detto, assessore, non si può andare avanti come se tous va trés bién, madame la marquise… Cortesemente, ne tragga le conclusioni.

La situazione ha insomma raggiunto il livello di guardia. Non posso non concordare con quanto afferma Eduardo Cicelyn (“Per imbastire il loro stralunato racconto di Napoli oggi poteri locali si appellano da un lato alla tradizione – che perlopiù è un’idea stereotipata della città – e dall’altro alla presunta modernità di eventi pseudomoderni e altrettanto provinciali”). Quale sia la mia opinione sulla gestione bassoliniana della Cultura, di cui Cicelyn è stato un protagonista di primo piano, è noto. La citazione, dunque, non è sospetta di nostalgia. Ma non si può disconoscere il fatto che, pur all’interno di un sistema cortigiano, con un uso assai discutibile delle risorse pubbliche, siano quanto meno state poste in essere realizzazioni di qualità.  Lo scarto con la realtà presente è macroscopico.
La capacità di intervento, quanto meno nel discorso politico e pubblico, sui temi cruciali per la città – persino nel caso di evidenze eclatanti – è stata nulla. Durante tutta la lunga crisi del MADRe, che ha portato all’annichilimento dell’importante museo napoletano, il Sindaco non ha spiccicato parola, nascondendosi dietro l’incompetenza formale (il museo dipende dalla Regione Campania), mentre l’assessore Di Nocera addirittura rivendicava il suo disinteresse. Sostanziale assenza anche sullo scandalo della Biblioteca dei Gerolomini. Balbettii e improvvide scusanti sul museo della Musica proposto dal maestro De Simone, o sulla questione dell’Istituto di Studi Filosofici di Gerardo Marotta.
Intanto, in pochissimi mesi, la scuola voluta da De Simone trova casa a Villa Savonarola, a Portici, e comincia le sue attività con i corsi su vocalità e gesti del ‘700. A riprova che, quando si vuole e si sa fare, si fa.
Una grande città di Cultura come Napoli, ed in un anno di amministrazione arancione non c’è stata una sola grande mostra d’arte, capace di essere ad un tempo attrattore turistico ed elemento di arricchimento culturale! E poi dobbiamo sentirci dire che, per il Palazzo delle Arti Napoli si guarda al modello del Centre Pompidou di Parigi! Per come stanno le cose a Palazzo Roccella, tutt’al più alla biblioteca municipale di Busto Arsizio (con tutto il rispetto per Busto Arsizio, ovviamente!).

In questo sfacelo, il Sindaco De Magistris annuncia (per l’ennesima volta…) l’imminente pubblicazione del manifesto del suo movimento arancione, preannunciando un impegno politico nazionale. Pochi mesi, è già la città gli va stretta.  Perchè il Sindaco di Napoli si vede capace e pronto per ben più alte sfide, un gigante tra una pletora di politici non abbastanza all’altezza.
Come dice Karl Kraus, “quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti”. Ma se non vogliamo accontentarci di avere i nani nel giardino, e la nostra idea di Cultura è un pò più alta, dobbiamo riprendere in mano le sorti della città. Questo è il senso profondo del nostro essere cittadini.
Non il generico popolo di cui spesso amano parlare i demagoghi, né la gente, che tanto piace ai conduttori di talk show. Cittadini.
Circa due secoli e mezzo fa, fu necessario tagliare delle teste per affermare quest’idea. Non lasciamola deperire.

Annunci

6 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Anche io ho letto ieri (o l’altro ieri) l’intervista all’assessore che tristemente mi è sembrata fuori luogo e priva di coerenza con le uscite degli ultimi tempi. Ma è evidente che ormai anche i giochini si sono rotti e nessuno ha più voglia di essere preso in giro (penso alla “pista ciclabile disegnata” o al “lungomare terra di nessuno”!) e che quest’ennesima farsa di governo è già giunta al termine.
    La bandiera arancione è diventata ocra scuro.

    lois

    27 ottobre 2012 at 15:05

    • Cerco, per quanto mi è possibile, di non indulgere troppo né all’ottimismo né al pessimismo. Per questo, non riesco a pensare che la farsa del governo cittadino sia giunta al termine. Ho paura che la farsa sia destinata a prolungarsi, così come l’attuale governo cittadino. E purtroppo questo (brutto) clima elettorale (e pre-elettorale), tra primarie del centro-sinistra e ridiscesa in campo dell’eterno Berlusconi, rischiano di congelare molte situazioni, o quanto meno di metterle in sordina. Rischiamo concretamente di perdere un’altro anno. É un lusso che non ci potremmo permettere, ma che purtuttavia appare molto concreto.
      In ogni caso, vedrai che questo clima da ordalia, del tutti contro tutti, finirà col diventare un bastone tra le ruote per quanti, come noi, vorrebbero occuparsi concretamente delle cose vere, vorrebbero immaginare e praticare un’altra Politica. Sarà necessario uno sforzo ulteriore…

      enricotomaselli

      27 ottobre 2012 at 15:27

      • Ci sto. Continuiamo fino a quando ne avremo la forza, se ci fermiamo anche noi è la fine!
        In bocca al lupo

        lois

        27 ottobre 2012 at 15:30

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    icittadiniprimaditutto

    27 ottobre 2012 at 15:41

  3. Sogno un Paese in cui non ci sia bisogno di orribili nani per decorare squallidi giardini di periferia inghiottiti dal cemento. LA CITTADINANZA ATTIVA DEVE DIRE NO AI NANI DA GIARDINO, SIMBOLO DI RASSEGNAZIONE AL DEGRADO DILAGANTE! CHIEDIAMO DI PIU’, VOLIAMO ALTO CON IL NOSTRO IMPEGNO E I NANI LASCIAMOLI NEI GIARDINI DEGLI AMMINISTRATORI INCONCLUDENTI!

    Maria Vitacca

    30 ottobre 2012 at 18:31

    • Assolutamente si, Maria. Voliamo alto. E che il nostro impegno serva a trasformare il sogno in realtà. I cittadini ci sono; devono ritrovare (o ricostruire) uno Stato che li esprima e li rispetti.

      enricotomaselli

      30 ottobre 2012 at 18:50


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: