enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

La stagione dell’indignazione

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Il tasto batte dove il dente duole. Si stenta a crederlo, ma fra tre mesi a Napoli dovrebbe iniziare un evento culturale mondiale della durata di cento giorni, e non c’è una persona al mondo (al di fuori, forse, delle segrete stanze di Palazzo San Giacomo) che ne sappia qualcosa. É da quando è nato questo blog, nell’ottobre di due anni fà, che torno periodicamente a parlarne, raccontando fatti e misfatti delle amministrazioni coinvolte; e si, coinvolte è il termine adatto, perchè quello che si sta consumando è un crimine contro la città.
Un intreccio perverso di malapolitica, di disinteresse, di pressapochismo e di vera e propria incapacità, in un continuo palleggio tra San Giacomo e Santa Lucia, che ha preparato il disastro annunciato del Forum Universale delle Culture 2013. E si badi bene, il danno non è solo nella straordinaria occasione mancata; ci sarà un grave danno d’immagine per la città – una cosa a cui il Sindaco tiene tanto (a parole), e per la quale sono state spese cifre enormi per un evento inutile e senza ricadute durature come l’America’s Cup; e c’è il danno economico, i soldi già spesi, e quelli che andranno comunque ancora spesi (dopo aver chiesto uno sconto alla Fundaciò di Bercellona, non hanno i soldi per pagarla…).
Se c’è quindi un carico enorme di responsabilità, da parte delle amministrazioni comunale e regionale, va anche detto – e con dolore – che l’intelletualità napoletana è rimasta a sua volta sostanzialmente silente e distratta. Così come quella che Adolfo Scotto Di Luzio sul Corriere del Mezzogiorno definisce borghesia, intendendo la classe dirigente in senso lato, e che a sua volta ha guardato e guarda con disinteresse ad un evento che – forse – non aveva dal suo punto di vista risvolti appetibili.
Una città, questa, che sembra condannata a non riscattarsi mai, ma che pure avrebbe le potenzialità per divenire un polo d’attrazione, un centro vitale nel Mediterraneo. Ma se non si riesce a trovare la chiave di volta, se non si innescano meccanismi capaci di mobilitare le energie pur presenti, questa condanna continuerà a gravare sulle nostre spalle per un’altra generazione almeno.

le mani sulla città?

le mani sulla città?

Fa francamente male, ripercorrere – sia pure mentalmente – la triste historia del Forum, soprattutto da quando ci ha messo le mani sopra il Sindaco De magistris. Si può, ovviamente, aver poco o tanto da ridire sulla precedente gestione – ed è notizia di questi giorni che pare si stiano allungando sul Forum ombre di inchieste penali… Pur con i suoi limiti, la gestione Oddati aveva comunque una sua riconoscibile linearità, tanto che persino la nuova giunta regionale campana, guidata dal pidiellino Caldoro, non l’aveva messa in discussione. É invece con l’avvento della rivoluzione arancione al Comune di Napoli, che si rompono le giarretelle.
In una prima fase, il Sindaco sembra molto interessato al Forum, non solo per rimuovere ogni traccia del passato, ma anche per farne una grande occasione di rilancio per la città. Si avvia così una breve stagione di improvvide scelte per i vertici della Fondazione, l’organismo Comune-Regione (e, allora, anche Provincia e Governo) incaricato della gestione dell’evento, con una girandola di nomi tirati fuori dal cilindro del Sindaco, ma che lasciano solo una flebile traccia, di polemica. Poi, segue una stagione di silenzio.
Dalla quale, d’improvviso, si riemerge con l’idea che la Fondazione non è più lo strumento adatto. E va quindi rimossa, svuotata di senso e di potere. L’attacco di De Magistris alla Fondazione trova concorde il grigio Caldoro, che gli si accoda – come del resto farà anche su altri temi. Ma a questo punto è già chiaro che si sta smantellando l’idea stessa del Forum come grande progetto di rilancio fondato sulla cultura. Il Governo nazionale si sfila, la Provincia abbandona, il Comitato Scientifico si sfalda in un susseguirsi di dimissioni…
A dare il colpo di grazia arriva l’occupazione della sede all’ex-Asilo Filangieri da parte del collettivo La Balena – non a caso subito salutata con entusiasmo dal Sindaco; collettivo che però è totalmente disinteressato al Forum, avendo come unico obiettivo quello di un diverso utilizzo dell’immobile. Arriva infine il commissariamento della Fondazione, a mettere la pietra tombale.

Ora torno a chiedermi: ma com’è possibile che tutto questo accada nel silenzio della città? É possibile che la stagione dell’indignazione non arrivi mai, a Napoli, se non nelle chiacchiere da bar?
É notizia di questi giorni che Regione e Comune stanno per pagare un’altra tranche all’ACEA, la società che gestisce l’America’s Cup, per la seconda, inutile pseudo-regata da fare nel golfo. Laddove, giusto per la cronaca, tutte le altre città (Venezia in primis) hanno rinunciato, perchè costa troppo e serve a nulla. Ebbene, poiché il Comune non ha un centesimo, sarà la Regione Campania ad anticipare i 100.000 euro che dovrebbe pagare San Giacomo. Ma – scritto nero su bianco – questi soldi la Regione li recupererà versandoli in meno sul budget del Forum! Ed è sempre notizia fresca che la Fundaciò di Barcellona, alla quale De Magistris e Caldoro hanno chiesto ed ottenuto uno sconto sui costi d’uso del brand, lamenta il mancato pagamento della tranche concordata… Tutto questo la dice lunga sulla scala delle priorità che hanno queste amministrazioni. Del resto – anche questa, notizia recente ma passata quasi sotto silenzio – nella delibera con cui il Comune di Napoli ha accettato i parametri della manovra di rientro per accedere al prestito del Governo, si tagliano ancora una volta i fondi per la cultura, che già era la Cenerentola della Giunta.
Se questo è il quadro, come se ne esce? O forse, dovremmo chiederci: se ne esce? Il Forum Universale delle Culture, è chiaro, è ormai un’occasione perduta. E con l’occasione, anche i soldi pubblici.
Occorre quindi pensare ad un piano di rinascita culturale della città, progettare per il medio termine. Identificare un idea di città, che abbia nella cultura e nelle arti un cardine fondamentale – anche sotto il profilo economico e sociale – e su questa prospettiva raggruppare le energie disponibili, individuare le interlocuzioni opportune, avviare i percorsi concreti.
Lasciamo passare questa un po’ misera campagna elettorale, quindi proviamo a riannodare le fila.

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16 Risposte

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  1. per carità… abbiamo già vissuto i mesi dell’indignazione ed abbiamo visto cosa ha prodotto. Meglio l’apatia…

    pauler

    9 febbraio 2013 at 15:43

    • Davvero “meglio l’apatia?” Mi spiace, non fa per me; e – spero – per la maggior parte dei napoletani. Di apatia si muore. Di passione, anche civile, si vive.

      enricotomaselli

      9 febbraio 2013 at 15:52

  2. Mi verrebbe di appoggiare la tesi di @pauler; in tanti anni vediamo soffiarci sotto il naso il nostro futuro e la nostra città, che diciamocelo chiaramente, è in una fase di decadenza, ma di quella peggiore, di quella che non ammalia neppure con l’aspetto più romantico. È tutto uno schifo. Dalla spazzatura alle strade sfasciate (e di cui ancora oggi, dopo 20 mesi dall’insediamento, ci dicono che è una distruzione ereditata dalla vecchia gestione…). E la rivoluzione annunciata non ha più colore. Non ci sono mostre, non ci sono eventi e il lungomare liberato è un pezzo do autostrada vuoto.
    Il forum, era sicuramente un’occasione di rilancio, ma dopo le varie nomine “pubblicitarie” si è lasciato all’oblio…così dopo tanti anni, c’è stato “tanto rumore per nulla” e una figuraccia internazionale, che purtroppo non tutti forse avvertono!
    Qualche mattina fa, a radio24 il nostro sindaco, pareva declamare di una città modello… E allora ti cadono le braccia e non ci sono parole.
    Teniamo alta la speranza, sono d’accordo, ma è un impegno pesante e con le previsioni elettorali che ci stanno anticipando, prepariamoci a nuovi tempi duri!

    lois

    9 febbraio 2013 at 22:22

    • É vero, disperare è la cosa più facile. O la più naturale, se si preferisce. E certo – come dire… – il clima generale certo non aiuta, non induce all’ottimismo.
      C’è chi dice che Napoli non sia mai scesa così in basso. Di sicuro, è pericolosamente su un piano inclinato. Il declino è in atto, inutile negarlo.
      Ma di fronte a questo, non ci sono molte alternative. Ci si può arrendere, rinunciare, lasciarsi avviluppare da quel declino, e morire lentamente con la città. Ci si può rifiutare, fuggire lontano, cercare altrove – ciascun per sé – un futuro diverso, migliore.
      O si può restare, e dare gambe e parola alla rabbia, trasformarla in determinazione, impedirle di cedere. Non perchè questo dia la certezza che le cose cambieranno, ma perchè di sicuro se non cominciamo a cambiare noi, non cambieranno mai. Nemmeno per le generazioni future. E comunque io resto dell’idea che nessuno si salva da solo. Nessuno. Si salva. Da solo.

      enricotomaselli

      9 febbraio 2013 at 23:03

  3. L’indignazione è una nobile arte, ma non basta. Ci vuole una rivoluzione! Ma nessuno è disposto a farla perchè ciascuno spera di leccare qualcosa! No! nessuno si salva da solo, solo quando avremo acquistato coscienza di cittadini e smessa quella di sudditi!

    Tony Stefanucci

    10 febbraio 2013 at 16:36

    • L’indignazione non è sicuramente sufficiente, ma non mi pare che in giro ci sia aria di rivoluzione… Al contrario. E del resto, se prima non ci si indigna, come sarebbe possibile poi pensare la rivoluzione?
      Fintanto che questa parola sarà usata ed abusata da mediocri narcisisti, o da tristi figuri la cui unica ambizione è rimettere il culo sui comodi scranni di un parlamento tutt’altro che rivoluzionario, l’indignazione sarebbe già un nobile esercizio di democrazia e di cittadinanza.

      enricotomaselli

      11 febbraio 2013 at 09:20

  4. Zio, ma lo sai che riesci sempre ad abbattermi quando mi sento già una zozzimma? quasi quasi mi viene da…no! niente negatività. Parlare di forum ormai non ha molto senso. Tornando invece all’Asilo, hai visto il (bel) doc su Gerardo Marotta la settimana scorsa? m’ero completamente dimenticato dei 300.000 volumi dell’Istituto, un luogo che ho molto amato e frequentato. Che tu sappia, qualcuno ha mai proposto di usare l’Asilo per questo? Pensi possa essere un’idea? (il forum è già morto, questa amministrazione al momento è morta, ma i tempi elettorali gli danno un paio d’anni per risorgere, lazzarone…)

    ugolone, il boia

    10 febbraio 2013 at 21:25

    • Caro omonimo, mi spiace farti questo effetto; in realtà, nella mia smisurata ambizione, vorrei fare l’effetto che fa a me guardare una puntata di Report o di Piazza pulita: rabbia e indignazione. Perchè davvero se abbiamo perso anche la capacità di incazzarci, allora abbiamo perso. Punto.
      Quanto alla tua domanda, tutto sommato nient’affatto peregrina, mi viene da dare una risposta un po’ provocatoria… Quest’idea, questa domanda, girala all’autore del documentario. Che – guarda caso – è una delle teste pensanti dell’occupazione dell’Asilo…

      enricotomaselli

      11 febbraio 2013 at 09:26

  5. A proposito di Forum… Ecco cosa mi scrive stamattina Mireia Belil, Direttrice della Fundaciò di Barcellona:
    “Estimado sr. Tomaselli
    Muchas gracias por su información. Comparto con usted la preocupación por la inactividad de Napoli respecto al fórum universal de las Culturas.
    Nos mantenemos en contacto
    Saludos cordiales
    Mireia Belil”

    (Il grassetto è mio…)

    enricotomaselli

    12 febbraio 2013 at 19:30

    • ….e immagino che Mireia e Giggino siano in contatto…sì?

      vitellozzo

      12 febbraio 2013 at 19:47

      • Certo che si!… A Barcellona, chiaramente, puntano a recuperare i soldi, e fino ad allora non si sbilanceranno, almeno pubblicamente…
        Mi chiedo però quanto siano (e saranno) disponibili a farsi sputtanare il brand, una volta incassato.

        enricotomaselli

        12 febbraio 2013 at 20:03

    • Certo che dopo avercene parlato per anni è una “gran bella soddisfazione”! Ma dove ci avviamo, ma quale cultura…. Ma quì è tutto da rifondare. Tutto!

      lois

      12 febbraio 2013 at 20:46

      • Poiché – temo – la banda dei pressapochisti non mollerà Palazzo san Giacomo, anzi vi si arroccherà, bisognerà rivoltare la città a partire da altri luoghi, in attesa di riprendersi (anche) il Palazzo…

        enricotomaselli

        12 febbraio 2013 at 20:53

      • On y va! E invece del lungomare, liberassero le poltrone…

        lois

        12 febbraio 2013 at 21:33

      • E sempre a proposito di Forum, per chi ne ha voglia, ascoltate gli interventi di Nicola Oddati e mio su Radio CRC.

        enricotomaselli

        14 febbraio 2013 at 11:33

  6. […] all’ACEA la nuova tranche per l’inutile spettacolo dell’America’s Cup, è venuto fuori che la Regione Campania avrebbe anticipato al Comune 100.000 euro, versandoli successivamente in […]


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