enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

Il gioco delle tre carte

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Lo so, adesso tutti pensano che davvero si è abbattuto uno tsunami, sulla scena politica italiana. La scorsa settimana, su questo blog, ho scritto che dopo martedì ci saremmo accorti che “non è avvenuto nessun cambiamento epocale”. Resto dell’avviso che, ancora, questo cambiamento non c’è stato. Anzi, non è detto che ci sia. Una volta, si sarebbe citato il grande timoniere, il Presidente Mao: “grande è il disordine sotto il cielo, la situazione dunque è eccellente”. Ma in epoca post-ideologica è un po’ demodé, e poi sono di temperamento pragmatico, quindi preferisco esprimere il concetto diversamente; una situazione in cui gli equilibri pre-esistenti sono saltati, in cui non è chiaro quale sarà la direzione che verrà imboccata, non è altro che una condizione in cui le possibilità si espandono oltre l’ordinario. E – sfuggiti alla smacchiatura… – già si aggirano numerosi i Gattopardi, che memori della lezione di Tomasi di Lampedusa si apprestano ad immaginare grandi cambiamenti, pur di mantenere immutato l’essenziale.
Perchè i cambiamenti profondi si producano davvero, hanno bisogno di tempo, è necessario che la spinta non si esaurisca, e si trasformi in energia. Lo tsunami è veloce e dirompente; per ricostruire, ci vogliono tempi più lunghi. Non basta dunque che si produca una condizione potenzialmente aperta a più possibilità. Occorre saper cogliere l’opportunità.

Il gioco delle tre carte

Il gioco delle tre carte

In attesa che la democrazia maturi, e ci conduca felicemente all’anarchia (De Magistris dixit), Napoli continua lentamente a scivolare verso il basso. La percezione che la rivoluzione arancione sia poco più di un ballon d’essai, ormai si è fatta strada anche tra le fila della maggioranza consiliare che sorregge la Giunta De Magistris. La lista Napoli è mia si è già spaccata, altrettanto è accaduto all’IDV, il clamoroso fallimento dell’operazione imbastita dal Sindaco – quella Rivoluzione Civile che sembrava dovesse entrare trionfante in Parlamento – ha dato il colpo di grazia; al traballante trono di Palazzo San Giacomo, così come alle speranze di sopravvivenza di quattro residuali partitini.

Mancata quindi, e malamente, la manovra per costituirsi una pattuglia parlamentare di copertura, e per di più al prezzo di una bruciante sconfitta in città, e dell’essersi bruciato i suoi due assessori di punta, il Sindaco si guarda intorno in cerca di una qualche ancora di salvezza. Si torna così a parlare di un nuovo rimpasto di Giunta; dopo quello di Natale, per sostituire D’Angelo e Lucarelli approdati al seguito di Ingroia, ora si annuncia quello di Pasqua. Magari non si rappezzano le buche per strada, ma non ci si dimentica di santificare le feste
Stavolta, però, si guarda ad un’orizzonte più ampio. Con un occhio al PD-SEL e l’altro ai 5Stelle, ma senza pregiudizi – pare – persino verso l’UDC e FLI. Che in tempi di crisi, non si butta via niente. Anzi, per star sicuri, circola anche qualche nome di prestigio e senza partito. Vezio De Lucia, Adriano Giannola, Mario Martone. Mala tempora currunt

Intanto il Comune, dopo due anni di amministrazione arancione, sembra annaspare nel tempestoso mare del deficit, strangolato da un lato dai buchi di bilancio della precedente amministrazione, e dall’altro dalla politica di tagli del governo tecnico. Dopo vari – ed altrettanto tempestosi – tentativi di affrontare la crisi (di cui De Magistris era al corrente già prima dell’elezione, visto che nella sua squadra c’era l’ex-assessore al bilancio della Iervolino, Riccardo Realfonzo), si è infine giunti ad accettare il prestito milionario del governo, al prezzo di un sostanziale commissariamento amministrativo.
Ma al Sindaco, si sa, qualsiasi limite alla sua autonomia sta stretto. E così, in questi giorni in cui vengono al pettine alcuni nodi, insieme al suo amico Caldoro stanno imbastendo un bel gioco delle tre carte.
Nei giorni scorsi, a fronte dell’urgenza di pagare all’ACEA la nuova tranche per l’inutile spettacolo dell’America’s Cup, è venuto fuori che la Regione Campania avrebbe anticipato al Comune 100.000 euro, versandoli successivamente in meno sulla quota per il Forum Universale delle Culture. Adesso, emergono altre notizie in merito. L’ACN, la società di scopo che gestisce l’evento Coppa America (formata da Regione, Provincia e Comune, ed in cui dopo l’uscita dell’Unione Industriali è entrata la Camera di Commercio), non ha i fondi per pagare questa tranche, perchè non è ancora in grado di accertare le entrate della prima tappa, quella di un anno fa. Si chiede quindi al Consiglio Comunale di approvare una delibera di bilancio con la quale il Comune di Napoli (che pochi giorni fa aveva bisogno di farsi prestare 100mila euro dalla Regione) versa all’ACN non più 700.000 euro ma un milione, tondo tondo! E tutto questo, per un evento ormai del tutto privo di qualsiasi effettiva valenza sportiva, di cui ancora non si sa se, quanto (ed a chi) ha prodotto un ritorno economico, mentre la città sprofonda nell’abbandono?!?

Aspettarsi un cambiamento di rotta da parte dell’amministrazione, mi sembra del tutto vano. Ma, certo, la condizione di debolezza oggettiva in cui oggi si trova la Giunta De Magistris, può aprire spazi di azione. Ovviamente, la questione non è l’allargamento della sua maggioranza consiliare, tirando dentro altre forze politiche al solo scopo di coinvolgerle nel disastro. Si tratta piuttosto, come dicevo all’inizio, di cogliere l’opportunità.
Raccogliere le forze che vogliono agire per il cambiamento, nella città e della città, ed organizzarle per svolgere una autonoma forma di supplenza alle politiche che l’amministrazione non sa mettere in campo. Verrebbe da dire, con Malcolm X, by any means necessary. Perchè più si scivola in basso lungo una china, più è difficile risalire.

P.S.
Piccola proposta per cercare di salvare in extremis l’opportunità del Forum: si chieda a Barcellona il rinvio di un anno, si restituisca la gestione dell’evento alla Fondazione, si stanzino immediatamente i fondi previsti, si nomini Mario Martone Direttore Generale della Fondazione stessa. E basta figure di merda.

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6 Risposte

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    Salvatore Alagna

    2 marzo 2013 at 18:11

  2. La devastazione ed il caos sono padrone del presente e non credo ci saranno mutamenti per il prossimo futuro (che temo molto)!
    Napoli ..è Na Carta Sporca…a pieno titolo e la rivoluzione arancione non è neppure marrone sbiadito! Questa giunta ha fallito, di grosso e dovrebbe andare via! Dopotutto come tu ci hai fatto notare, è il sindaco che aspira all’anarchia!
    Se Barcellona sposta la data è un bene. Ma la figuraccia ormai è ufficiale!
    Grazie Sindaco e grazie Giunta. Grazie di tutto, il lungomare liberato tenetevelo caro caro!

    lois

    2 marzo 2013 at 20:44

    • Può capitare, di finire… nel marrone!, ma anche in quell’occasione si può marcare una differenza. In quanto cittadini napoletani, resteremo sporcati da quel che colpisce la città nella sua interezza.
      Ma può sempre farsi in modo che, comunque, la dignità di alcuni (almeno) sia fatta salva, e da qui si possa ripartire per fare pulizia.
      Come si dice, dal letame può nascere un fiore

      enricotomaselli

      2 marzo 2013 at 22:22

  3. ancora mario martone? ma ha già diretto tutto!

    Ciro Costabile

    3 marzo 2013 at 09:31

    • La questione non è cosa e quanto abbia diretto, che tra l’altro significa esperienza; occorre una persona competente sotto il profilo artistico e culturale, che abbia esperienza manageriale, che abbia sufficiente autonomia dalla politica per non essere una semplice foglia di fico, che sia autorevole quanto basta per raddrizzare una situazione che richiede comunque un intervento deciso, meglio ancora se napoletano ma fuori dalle varie camarille cittadine…
      Certamente Mario Martone può non essere l’unico che corrisponde a questo identikit; ma visto che circola il suo nome – se non è semplicemente per bruciarlo e buttare fumo negli occhi – molto meglio in questo ruolo che in quello di assessore. O almeno io la vedo così.

      enricotomaselli

      3 marzo 2013 at 09:48

  4. […] dei 100.000 euro, in realtà non si tratta di uno spostamento di risorse da un evento all’altro. Come scrivevo qualche tempo fa sul mio blog, è un po’ il gioco delle tre carte, tra Comune e Regione. “Nei giorni scorsi, a fronte […]


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