enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

Easter eggs*

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Questa settimana, davvero di passione per ciò che riguarda il Paese, torniamo a parlare di culture a Napoli, anche perchè tra pochi giorni si celebrano in città le Giornate x la cultura, organizzate dall’assessore Di Nocera. Evento che vorrebbe essere di gran rilevanza, ma che – con un certo fastidio dell’assessore – sembra sinora non aver interessato più di tanto la stampa cittadina.
Poiché generalmente la Giunta gode (ancora) di buona stampa, è evidente che la presenza al Comune di un buon esperto di comunicazione che lavora gratuitamente per il bene della città, in questo caso non ha dato i suoi frutti; o forse, più semplicemente, non ha ritenuto di considerare l’evento più di tanto…
Come che sia, è pur sempre un’occasione che non si presentava da tempo, e quindi, anche se tardiva, val la pena di farci qualche riflessione su.
Ma, dicevo di culture, al plurale. Perchè c’è un’altro tema che mi interessa e su cui voglio tornare, ovvero il destino di Città della Scienza. E perchè al riguardo comincio a sentire – come si dice a Napoli – “il fieto del miccio”

Quale sorpresa portano, gli ovetti arancione?

Quale sorpresa portano, gli ovetti arancione?

Dunque, a pochi giorni dal fantomatico inizio dell’ancor più fantomatico Forum Universale delle Culture (aprile? maggio? 2013? 2023?…), ovvero di quello che avrebbe potuto e dovuto essere il più importante evento culturale della città (e del decennio), oltre che sicuramente della sindacatura De magistris, l’assessore alla cultura del Comune di Napoli convoca una tre giorni sul tema della cultura. Naturalmente, la prima cosa che viene da chiedersi è: come mai queste Giornate non sono state inserite nel programma del Forum? Sarebbe stata la cosa più logica, oltre che efficace. Ma l’assessore Di Nocera è stata sin dall’inizio clamorosamente esclusa dalla gestione di questo evento, che il Sindaco – con i disastrosi risultati che tutti sappiamo – ha invece voluto avocare a sé. Un po’ come se un Presidente del Consiglio escludesse il Ministro della Sanità dalla riforma ospedaliera…
Ed evidentemente questa esclusione, benché sia ormai cosa vecchia, brucia ancora.
Ma nel frattempo sovviene la seconda domanda: a cosa servono, queste giornate? A scorrere il programma, ma anche semplicemente riflettendo su tempi e modi con cui sono state messe in campo, qualche perplessità viene. Dopo due anni di vuoto d’iniziativa in campo culturale, con il PAN ridotto ad un albergo a ore (pardon, si dice messa a reddito del patrimonio comunale…), ci si sarebbe aspettati qualcosa di diverso. Nella sostanza e nello stile.

Quel che si celebrerà al Convento di S. Domenico Maggiore, infatti, è un classico convegno old style, che in ultima analisi serve a celebrare l’establishment. Nessuna indagine preliminare sul campo, per portare alla discussione elementi fattuali su cui confrontarsi – ad esempio. Nessun percorso partecipativo, per individuare almeno alcuni dei temi su cui incentrare la discussione. E che certamente è difficile si possano concentrare in due giorni di lavori, anzi in due mezze giornate, chè da programma i tavoli di lavoro sono pomeridiani…
Tanto più ambiziosi, quindi, appaiono gli obiettivi conclamati. Sono pertanto scettico sulla effettiva utilità di questa tre giorni, il cui esito dovrebbe essere un documento programmatico finale. Tempi e modalità, a mio avviso, non consentono una seria analisi ed elaborazione di proposte, e quindi questo documento programmatico rischia di essere solo un’insulsa lista d’intenti, o peggio ancora una foglia di fico per coprire scelte già prese altrove.
Sono ormai un vecchio sospettoso, quindi la terza domanda è: ma non è che magari questa kermesse, non a caso calendarizzata in prossimità del previsto rimpasto di Giunta, serve soprattutto come puntello all’eternamente in bilico assessore alla cultura?

E veniamo al rogo di Bagnoli. Come sempre in questi casi, grandi attestazioni di solidarietà, la mobilitazione popolare, i gonfaloni, i paroloni, la camorra-prezzemolo… e chi più ne ha più ne metta. Poi, cominciano a venir fuori pian pianino le cose serie. E quel che emerge è un doppio nocciolo della questione; che non è solamente sui suoli (dove ricostruire), ma anche sui ruoli (chi comanda cosa). Anzi, forse il primo aspetto è funzionale al secondo.
Com’è noto, non sono tenero con la gestione del centro-sinistra a Napoli ed in Campania, e qualcosa da dire anche su Città della Scienza ci sarebbe. Ma che la Fondazione Idis sia stata, come il MADRe e la Fondazione Forum, uno dei bersagli delle nuove amministrazioni comunale e regionale, è cosa nota. Sin dal primo momento, c’è stato scontro tra Caldoro e Silvestrini, in merito alla gestione della Fondazione, di cui la Regione è socio. Ebbene – sull’ovvio input degli amministratori locali – il 28 marzo 2013 è stato emanato un decreto ministeriale (Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Francesco Profumo, Ministro per la Coesione Territoriale – Fabrizio Barca) che istituisce un Comitato interministeriale per la nuova città della scienza, tra i cui obiettivi c’è (comma 5) quello di effettuare “uno studio preliminare sui possibili assetti di governance della nuova Città della scienza, con l’obiettivo di separare le attività di gestione dalla attività di progettazione scientifica”.
É possibile, insomma, che all’ombra dell’incendio (se mi si passa l’ossimoro), si muovano anche interessi altri; che l’incendio stesso, sulle cui motivazioni mi auguro emergano presto verità accertate, possa servire per altre manovre, di altra natura. Che, insomma, qualcuno diverso dai mandanti colga l’opportunità.
Escludendo che in Regione ci sia qualcuno che vuole assumere l’attività di progettazione scientifica, è chiaro che l’obiettivo autentico è la gestione amministrativa. Che, tra l’altro, significa la governance vera, il personale, le partnerships con i privati, etc… Insomma, in attesa di sapere chi e perchè ha appiccato il fuoco, sembra che chi vuole assumere il controllo della Fondazione, e chi vorrebbe spostare Città della Scienza nell’area ex-NATO di Bagnoli, stia mettendo a profitto il fattaccio. Forse persino prima e meglio dei piromani veri.

Strani scherzetti porta la Pasqua…

* [“Un Easter egg (in italiano, letteralmente, uovo di Pasqua) è un contenuto, di solito di natura faceta o bizzarra, e certamente innocuo, che i progettisti o gli sviluppatori di un prodotto, specialmente software, nascondono nel prodotto stesso (come un uovo di Pasqua nascosto in giardino, secondo la tradizione anglosassone).” – fonte: Wikipedia]

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9 Risposte

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  1. A Napoli, quando c’è ‘qualcosa’ che funziona, si attivano alcuni personaggi che operano per distruggere e poi impadronirsi del ‘qualcosa’.

    Benedetta Verità

    1 aprile 2013 at 11:32

    • Ragione di più perchè cittadin* imparino ad attivarsi non solo per un giorno, ma costantemente. Foss’anche solo tenendo alta l’attenzione.

      enricotomaselli

      1 aprile 2013 at 11:36

  2. L’impostazione dell’organizzazione delle “giornate” è del tutto sbagliata. Come tu dici giustamente, 3 giorni di conferenza senza nessuna preparazione e coincolgimento preventivo non ha nessun senso. Non si puó porre riparo in 3 mezze giornate alla mancanza non dico di visione strategica, ma addirittura alla mancanza di informazioni minime per poter procedere correttamente e seriamente. In assenza di una MAPPATURA degli operatori del settore ogni discorso, del genere proposto dall’Assessore, risulta privo di senso.
    Comunque andremo a vedere senz’altro e scriveremo le nostre impressioni.

    tellinas

    2 aprile 2013 at 00:37

    • Io sono abbastanza contrario ai professionisti della politica, perchè questo rischia sempre di produrre un distacco dalla società. Ma ultimamente sembra invece che vada di moda il suo opposto, il più assoluto dilettantismo. Che mi sembra faccia ancora più danni.
      Ecco, se devo dire qual’è a mio avviso il tratto distintivo di questa amministrazione comunale, mi vengono in mente i termini approssimazione e goffagine. Eppure tra professionismo ed improvvisazione, mi sembra, c’è abbondante spazio per un ragionevole buon governo.

      enricotomaselli

      2 aprile 2013 at 10:07

  3. Tutto giusto tutto vero, nulla cambia da 20 anni a questa parte. Ciò perché non si riesce a comprendere che le grandi trasformazioni che la tecnologia ha innescato informano di sé anche e principalmente i rapporti interpersonali e quindi l’esercizio della democrazia. Già questo costituisce una trasformazione non solo della società ma anche della cultura e dei modelli culturali.

    letteraturaelettronica

    2 aprile 2013 at 12:32

  4. Caspita, che notizia! Il qui presente Tomaselli vede la Di Nocera “in bilico” e spara a zero su una sua iniziativa…roba da non credere.

    Marco Naldi

    3 aprile 2013 at 00:25

    • Infatti, è una non-notizia… Antonella Di Nocera da mesi è data come uno degli assessori traballanti (anche se poi è sinora rimasta salda al suo posto), sia dai rumors di Palazzo San Giacomo che dalla stampa cittadina. Quanto allo sparare a zero sulle ‘Giornate x la cultura’, direi piuttosto che ho espresso forti perplessità – argomentandole, come mia abitudine – ma sempre pronto a riconoscere d’aver avuto torto, qualora le cose vadano diversamente.
      Sinora, in due anni di amministrazione arancione, non è mai successo. Se accadesse, sarebbe sì roba da non credere. Però, mai dire mai…

      enricotomaselli

      3 aprile 2013 at 07:21

  5. […] Ma riconosco che difficilmente se ne rimane immuni, e talvolta fondatamente. La scorsa settimana avevo scritto delle Giornate x la cultura organizzate dall’assessore Di Nocera, e lo avevo fatto non […]

  6. […] in relazione al Forum, rispetto al quale sembra paradossalmente sussistere invece un sentimento di estraneità; e soprattutto, se possano avere o meno un seguito oltre il 10 maggio (ancora una scadenza, chissà […]


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