enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

Perchè no.

with 25 comments

Detesto cordialmente il pregiudizio. Ma riconosco che difficilmente se ne rimane immuni, e talvolta fondatamente.
La scorsa settimana avevo scritto delle Giornate x la cultura organizzate dall’assessore Di Nocera, e lo avevo fatto non nascondendo il mio scetticismo al riguardo. Ciò nonostante, sono andato a seguirle, cercando di vedere ed ascoltare sgombrando il campo da ogni possibile pre-giudizio. E di sicuro, non ho difficoltà ad ammetterlo, alcune cose mi hanno colpito positivamente. Ma il bilancio rimane negativo. E per più di una ragione.
Ragioni che proverò qui a riassumere, “per chi l’ha visto e per chi non c’era” – per dirla con Ivano Fossati…
Riportando prima, però, le voci positive – che tanto si fa in fretta – di cui prima dicevo.
Ho apprezzato l’organizzazione, sobria ma efficiente. Ho trovato ben fatta la scelta degli interventi delle plenarie (Salvatore Settis, Aldo Masullo, Paolo Macry, Tomaso Montanari). Mi ha confortato, per altri versi, la mancanza di lamentazioni negli interventi del pubblico – quasi inevitabili, in situazioni del genere. E che testimoniano di un clima comunque positivo che, intorno alle Giornate, era stato creato.
E naturalmente, ho molto gradito l’incursione di Daniel Pennac, nel corso dell’ultima giornata, con le sue argute considerazioni.
Ma, per quanto mi sforzi, davvero qui si esaurisce il computo delle note positive. A mio avviso, ovviamente.

No. Non ci siamo...

No. Non ci siamo…

Quello delle note negative, ahimé, è ben più denso.
Cominciamo dalla scelta dei tempi. Nella sua relazione introduttiva, l’assessore ha ricordato che “le Giornate le ho pensate verso la fine dell’anno scorso”; ma questo conferma la valutazione negativa, rispetto al fattore tempo. Se, infatti, la ragion d’essere delle Giornate era l’ascolto, si sarebbero dovute tenere al più tardi a fine 2011, a non più di sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione. Sarebbe stato un modo per inaugurare una diversa stagione di rapporto tra operatori culturali ed istituzioni, e forse sarebbe servito ad ascoltare le storie e le idee di chi nella cultura lavora, traendone spunto per delineare le politiche d’intervento della Giunta. L’ascolto, quindi, sarebbe ora quanto meno tardivo.
Ma, nelle parole dell’assessore, non c’è stato nemmeno un bilancio di mid-term della propria gestione. A quasi metà sindacatura De Magistris – ammesso che duri tutti e cinque anni… – non una parola per dire abbiamo fatto questo e quest’altro, abbiamo avviato questo processo, puntiamo a questo risultato… É che, implicitamente, questa omissione segnala un dato reale: nulla è stato fatto, nulla è stato avviato.
La relazione introduttiva di Antonella Di Nocera è stata ricca di spunti personali, di riferimenti a ben note situazioni napoletane (dall’insulae di San Domenico Maggiore, che ospitava il convegno, a Palazzo Fuga, al teatro San Ferdinando, a Castel Nuovo, Città della Scienza…), e di molti desiderata finali. Ma se dovessi dire che sia emersa anche solo una traccia di politiche culturali, non saprei proprio dove trovarla.

Nonostante gli interventi di apertura, da parte dei succitati ospiti, siano stati interessanti (per quanto già noti, nella sostanza e nelle argomentazioni, e pur assolutamente condivisibili), inevitabilmente questi si sono rivelati inadatti a sollecitare ricadute effettuali immediate. Nè poteva essere altrimenti, poiché – appunto – i temi in essi affrontati erano tutti di ordine generale. Un’ottima cornice, ma che di per sé non poteva determinare il quadro. Il risultato dei tavoli di lavoro, quindi, almeno per quanto desumibile da un primo report fatto dai vari facilitatori, non ha prodotto sostanziali novità, né i vari elementi sono apparsi inquadrati in un progetto organico, o che andasse oltre il cosa (si vorrebbe), provando ad esplorare il come (realizzarlo).
Peraltro, alcune delle idee emerse dal lavoro dei tavoli erano state, anche su questo blog, avanzate più di un anno fa. E non lo dico per rivendicare primogeniture, quanto piuttosto per sottolineare che se davvero si volesse dare ascolto…

Non meno significativo mi appare che, come del resto qualcuno ha sottolineato dalla sala, non si può venire a dire “quell’altra bellissima parola: sinergia. Il concetto più importante: fare rete”, e poi svicolare dinanzi alla contestazione che sono proprio le istituzioni a non farlo. Perchè non ha molto senso dire “li abbiamo invitati, non sono venuti”, riferendosi agli assessori regionali. Il coordinamento tra le istituzioni è qualcosa che va ben al di là dell’invito a presenziare ad un convegno! É – o meglio, dovrebbe essere – una modalità operativa, a cui si sarebbe dovuto mettere mano, ostinatamente se necessario, già due anni fa. Del resto, gli ottimi rapporti che intercorrono tra il Sindaco ed il Presidente Caldoro potrebbero essere utilizzati per qualcos’altro che non sia l’organizzazione di grandi (?) eventi, come ad esempio la costituzione di un tavolo di lavoro congiunto su alcuni grandi temi – trasporti, turismo, cultura… E dico questo senza nulla togliere alle responsabilità della Giunta regionale campana, e dei singoli assessori – di cui peraltro, a cominciare dall’assessore Caterina Miraglia, ho più volte chiesto le dimissioni.

Ancor più significative, mi sono sembrate le assenze e le omissioni. Ho seguito per intero la prima giornata, e buona parte di quella conclusiva, e per quanto la presenza fosse sempre abbastanza numerosa (dalle 150 persone dell’apertura alle 100 della chiusura), ho potuto constatare le numerosissime assenze. Sono davvero innumerevoli i volti (a me) noti, e dei settori più disparati, che non ho visto nemmeno affacciarsi per dare un’occhiata. Segno che, pur riconoscendo la bontà delle intenzioni, c’è una buona fetta di operatori culturali napoletani ormai sfiduciati, che nulla si aspettano più dalle istituzioni. E che non si recuperano al dialogo con un convegno siffatto.
Ho trovato significativo che nessuno facesse cenno alla questione dell’ex-asilo Filangieri, che comodamente il Comune preferisce lasciare nel cono d’ombra in cui si trova, prolungando l’equivoco status quo ed al tempo stesso tenendosi le mani libere per un eventuale cambio di strategia nei confronti degli occupanti.
Ho trovato indecente il palleggio tra assessore e sindaco sul tema del Forum Universale delle Culture. Antonella Di Nocera, che al Forum ha dedicato le ultime parole del suo intervento, ha detto: “Non mi occupo del Forum direttamente, ma ho sempre espresso il mio parere sul Forum, che doveva essere un processo da costruire con la città e con i cittadini. Ora bisogna pretendere e lavorare affinché duri la sua eco, che sia qualcosa che resta alla città in termini reali e non una serie di eventi. Un programma unitario, che la Fondazione dovrà gestire e che Barcellona dovrà accettare: un format Napoli, una manifestazione articolata che ha capacità di coinvolgimento diffuso e sostanziale delle energie creative, dei giovani, dei territori e che persegue l’obiettivo di consolidare in modo condiviso progetti e talenti che esistono.” Dopodichè, ha passato la palla al Sindaco, presente al suo fianco, rinviando a lui il compito di parlarne. Ma se è pur vero che l’assessore è stata sin dal primo momento esclusa dal Forum, che senso ha adesso, a pochi giorni dal (presunto) inizio, parlare di “un processo da costruire con la città e con i cittadini”?

Dal canto suo, il Sindaco ha superato se stesso in spudoratezza. Nel corso del suo intervento, infatti, si è limitato a dare certezza (?) che i fondi ci sono. Non una parola di più. Salvo poi, a latere e conversando con i giornalisti, avere il coraggio di affermare abbiamo salvato il Forum“! Lui, l’artefice primo del disastro, colui il quale ha fatto e disfatto tutto ed il contrario di tutto, portandoci ad una situazione che, a pochi giorni dal (ribadisco: presunto) inizio del Forum, si presenta caratterizzata dalla più totale incertezza, ha pure la pretesa di presentarsene come il salvatore! Aggiungendo “si utilizzeranno fondi europei che fino all’ultimo centesimo andranno agli operatori culturali della città”. Bene, gli chiederemo conto anche di questa affermazione, a bocce ferme.
Cito ancora una volta Antonella Di Nocera, la quale ha affermato che “primo tra i compiti della politica è affermare un’etica della responsabilità.”
Sarebbe bene che lo rammentasse al Sindaco, per il quale questa è sempre di qualcun’altro (chi lo ha preceduto, i poteri forti, chi rema contro…). E magari anche a se stessa.
Perchè se la crisi che stiamo vivendo, come Paese ma ancor più come città, è così profonda e drammatica quale lei stessa l’ha tratteggiata, occorre affidare l’amministrazione a chi ha la capacità di affrontarla, e l’onestà di assumersene la responsabilità. La buona fede e le buone intenzioni non bastano, tantomeno la presunzione.
Aria nuova, prima che sia troppo tardi.

Annunci

25 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Veramente Corrado Morra della Pigrecoemme ci è andato giù duro sulla questione Balena ex Asilo, soprattutto visto che a Ugo Capolupo della Balena è sfuggito che sono in attesa di un finanziamento di un milione di Euro, per il collettivo che, ricordiamolo, finge di occupare, ma ha il permesso della Di Nocera, sodale di Marcello Sannino della Balena e sua produttrice.
    Sannino, allora, si è iscritto a parlare (si poteva fare lì?) e ha blaterato qualcosa di incomprensibile.

    Black end decher

    6 aprile 2013 at 16:23

    • Evidentemente l’episodio di cui parli deve essere accaduto durante uno degli altri tavoli del pomeriggio, o la plenaria di giovedi, perchè non ne avevo contezza. Quanto agli intrecci, non tutti proprio trasparenti, tra giunta comunale e collettivo La Balena, sono ben noti. Ma rammentarli ogni tanto fa bene…

      enricotomaselli

      6 aprile 2013 at 16:31

  2. Hanno mandato a rotoli il Forum e ora spartiranno i fondi a pioggerella per fare contenti amici e parenti, riducendo una kermesse internazionale a un fiera di paese, come al solito.
    Immaginate se, dovendo ospitare le Olimpiadi, il sindaco o l’assessore allo sport, parafrasando la Di Nocera, dicesse:
    “Non mi occupo delle Olimpiadi direttamente, ma ho sempre espresso il mio parere sulle Olimpiadi, che dovevano essere un processo da costruire con la città e con i cittadini. Ora bisogna pretendere e lavorare affinché duri la loro eco, che sia qualcosa che resta alla città in termini reali e non una serie di competizioni sportive. Un programma unitario, che la Fondazione dovrà gestire e che il comitato olimpico internazionale dovrà accettare: un format Napoli, una manifestazione articolata che ha capacità di coinvolgimento diffuso e sostanziale delle energie creative, dei giovani, dei territori e che persegue l’obiettivo di consolidare in modo condiviso progetti e talenti sportivi che esistono”.
    Ma per favore…

    Black end decher

    6 aprile 2013 at 16:27

    • Ormai, qualsiasi cosa si possa dire di questa amministrazione mi sembra ridondante… Lo straordinario mix di approssimazione e presunzione, ne fa un unicuum straordinario nel mondo occidentale… Sfortunatamente, ci toccano altri tre anni di convivenza. E sarà bene cominciare a ragionare sin d’ora sul dopo, perchè la brace potrebbe seguire alla padella!

      enricotomaselli

      6 aprile 2013 at 17:10

      • Allora è vero che il sindaco ha proprio…scassato?

        adriano

        7 aprile 2013 at 10:15

      • Penso che sia ai minimi termini, il suo consenso in città. Se si votasse oggi, probabilmente prenderebbe il 10%. Però a me interessa soprattutto che, dopo, non si ripeta questo sfacelo.
        É sul dopo che occorre lavorare, ma adesso.

        enricotomaselli

        7 aprile 2013 at 10:19

  3. Ma poi “Giornate X la cultura”, scritto con la X fa davvero schifo! La prossima manifestazione potrebbero chiamarla “A me mi piace la grammatica”!

    Giggino de Molestis

    7 aprile 2013 at 01:11

    • É per essere ggiovani e moderni

      enricotomaselli

      7 aprile 2013 at 10:16

    • La ics forse non hai capito sta al posto di “per”. Se togli un pò di fantasia da chi vuole comunicare, cosa ci rimane ?
      La tristezza.

      adriano

      7 aprile 2013 at 10:43

      • Penso che Giggino de Molestis abbia capito benissimo l’ovvio, ovvero che la x stava al posto di per… e che la sua obiezione fosse di altra natura, di opportunità, diciamo…
        É chiaro che sul punto si possono avere opinioni differenti. Però, please, non mettiamoci a dibattere sul dito, quando la luna sta per precipitarci sul capo!…

        enricotomaselli

        7 aprile 2013 at 10:53

  4. Mi sono perso qualcosa come al solito: in che senso il Forum “si farà” ed è stato salvato? hanno scelto i progetti? hanno fatto una selezione? se sì, in che modo? voglio sperare che niente del genere sia accaduto mentre ero di là a fare i panni…

    enrico

    7 aprile 2013 at 19:16

    • Se credi che Ruby sia la nipote di Mubarak, puoi credere che il Sindaco ha salvato il Forum (sottinteso: da quel che avevano fatto i predecessori…). Ormai la sua sfrontatezza raggiunge vette sublimi, quindi… Per farsi, il Forum si farà. Quando, resta un mistero. Dovrebbe cominciare il mese prossimo, ma a tutt’oggi non se ne conosce il programma. Pare che il prossimo 16 aprile vengano qui a Napoli quelli della Fundaciò di Barcellona, dopo di che ci verrà graziosamente comunicato il crono-programma della manifestazione – che comunque, nella gloriosa capa di chi (chi?) organizza tutto, dovrebbe avere una anteprima tra maggio e giugno, per poi trionfalmente dispiegarsi tra settembre e dicembre…
      Ma sai, l’ultima volta che ho sentito il Sindaco dare per certo qualcosa, riguardo al Forum, è stato circa un anno fa: incontro al Caffé Gambrinus, proprio sul tema. Allora assicurò che il mese successivo – aprile 2012 – sarebbero stati pubblicati i bandi per la partecipazione. Ne puoi trarre tu stesso le conclusioni.
      Io qui mi fermo, perchè davvero comincio ad avere la sensazione di sparare sulla Croce Rossa. E non è bello.

      enricotomaselli

      7 aprile 2013 at 19:42

      • Eh sì, al Gambrinus eravamo insieme, ricordo bene. Sui modi, tempi e tutto sai come la penso. Attendo di sapere se, perché ma soprattutto come il nostro progetto sia stato eventualmente scartato. 😉

        enrico

        7 aprile 2013 at 20:28

  5. Come al solito son solo, solo e solo chiacchiere che, insieme alle tabacchiere, il Banco di Napoli non le impegna.
    Ma di che blaterate, di che starnazzate tutti compreso tu, caro Tomaselli, che tanto ti affanni?
    Sai quale è la soluzione, e te lo dice certamente non un grillino, per carità: TUTTI A CASA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ma sai quanto importa alla città la Coppa America, il Forum delle Culture e di quanto altro andate ciancicando?
    NULLA, NULLA ED ANCORA NULLA. Ma non vedi che siamo incazzati neri, siamo tutti esauriti, non si vede un euro, si vive in un equilibrio precario e pericoloso, e tu parli ancora della Di Nocera di quell’imbecille di De Magistris, di manifestazioni culturali, ma di quali manifestazioni culturali parlate, la cultura è un’altra cosa: è non vedere la monnezza, non rimanere negli ingorghi del traffico per ore intere, non rompersi le ossa nelle buche, avere un servizio pubblico efficiente, veloce, che non ci faccia impazzire (ma vai tu,caro Tomaselli, al Comune, alla Regione, alla Provincia, in un ospedale – ti auguro buonissima salute- e chiedi un servizio qualunque e vedrai cosa è la “CULTURA”! la cultura e solo ed esclusivamente civiltà, non è la Coppa America o il Forum delle Culture, la civiltà è una città pulita, un traffico efficiente, una velocità di spostamenti, la bellezza dei monumenti, i palazzi puliti, una città NUOVA, musicale, allegra, civile, con i nostri meravigliosi tramonti e le nostre spettacolari albe ,e poi turismo, turismo turismo ed ancora turismo.
    E Bagnoli? perchè non lì una nuova citta, un bagliore di speranza, un luogo in cui si potrebbe vivere alla grande, ed invece cosa si fà? si blatera si blatera e si ciancica e si dibatte (??????!!!!!!!!!!!!) Silvestrini, povero vecchietto che piagnucola ogni giorno ed il Comune con i suoi geometri che si arrabattano non sapendo cosa fare, e hanno scempiato già un tratto in via Campegna con un parco giochi ignobile perchè inutile, costosissimo ed irredditizio. Lo ha mai visto questo scempio? quell’imbecille del nostro maledetto sindaco ha dichiarato che ci andranno cinquemila, dico cinquemila usufruitori al giorno!
    Cinquemila nulla facenti che si diletterebbero a giocare; ma conosce il De Magistris quanti visitatori ha il Louvre al giorno?
    Ma scrivi cose serie, manda tutti a casa e cominciamo daccapo dalla città!
    Potrei scriverti per ore consigliandoti mille cose indispensabili ed urgenti per la città da fare subito ma anche questa mia è una ciancicata ed uno starnazzo da cortile.
    Ti saluto cordialmente
    Andrea Attena

    andrea attena

    7 aprile 2013 at 19:34

    • Come ho già avuto modo di scrivere in altre occasioni, non mi piace qualsivoglia forma di censura, quindi pubblico questo commento così com’è.
      Però non mi piace neanche l’invettiva, l’insulto, l’aggressività vana.
      Capisco bene la rabbia, l’esasperazione persino – quella che invece, mi sembra, il Sindaco non vede – ma temo che quando ciò che ne scaturisce è, ad esempio, uno sfogo come il tuo, questo sia il viatico a che tutto continui come prima. Al più, gattopardescamente, tra qualche anno ci sarà un nuovo, diverso Masaniello, che capitalizzerà la rabbia delle migliaia di Andrea napoletani, e tutto ciò che cambierà sarà solo il colore della bandana ed il culo sulla poltrona.
      Perchè le cose cambino davvero, invece, è necessario che quella rabbia si trasformi in energia positiva, e per far questo è necessario che intervenga la ragione.
      Certo, una città poco vivibile produce frustrazione. Se per andare al lavoro sei costretto ad attraversare una città con strade piene di buche, su mezzi pubblici scarsi, vecchi e malandati, arriva la sera che sei incazzato nero.
      Ma se non si capisce – ad esempio – che tutto questo attiene alla dimensione del vivere civile, che certo ha a che vedere anche con la cultura, ma non è la stessa cosa, allora è forte il rischio che nulla cambi.
      Se non si capisce – ancora ad esempio – che il Forum delle Culture avrebbe potuto e dovuto essere una straordinaria occasione non per fare una fiera intellettuale (come sembri pensare tu), ma proprio per avviare un processo virtuoso di risanamento e rilancio della città, che recuperasse quella dimensione civile che (giustamente) tanto reclami, ma che necessita di risorse economiche oggi indisponibili. Per questo, un’attenta gestione delle opportunità avrebbe dovuto suggerire al Sindaco che il Forum, e non la Coppa America, avrebbero potuto aprire una stagione di ripresa economica – attraverso la ricaduta sul territorio dell’investimento iniziale, e soprattutto attraverso quei meccanismi duraturi che un buon Forum avrebbe potuto generare.
      Se non si comprendono i meccanismi attraverso i quali si può rigenerare il tessuto produttivo della città, se ci si limita a rivendicare risultati senza avere idea di come ottenerli, la rabbia e la frustrazione sono l’unico orizzonte possibile.
      Un ultima cosa, infine.
      Si possono avere – ed è comunque positivo – opinioni differenti; sul Sindaco, sul Forum, sulla Coppa America, sulla città… Però è importante che queste opinioni si confrontino nel merito. E questo richiede sempre rispetto reciproco. Io esprimo le mie opinioni, non credo per questo di blaterare o starnazzare. Quando si ricorre all’insulto inutile e gratuito, si sta in realtà dimostrando lo scarso rispetto che si ha di sé stessi: se inveire contro chi la pensa diversamente è tutto ciò che si sa fare, è probabile che si sia privi di argomentazioni da opporre.
      Questa città non ha bisogno soltanto di strade senza buche e mezzi pubblici efficienti. Ha urgente bisogno di un po’ di sana buona educazione.

      enricotomaselli

      7 aprile 2013 at 20:16

    • Ma TU, Andrea Attena cosa fai o cosa cerchi di fare per dare un contributo positivo alla comunità in cui vivi? Te lo sei mai chiesto? Da come parli sembra proprio che tu sia sempre stato solo e soltanto a guardare. Perchè chi si misura con le problematiche sa che vomitare rabbia e veleno non serve a nulla. Fai del volontariato, iscriviti ad un partito, crea un’associazione. Fai qualcosa, invece di inveire contro chi cerca di analizzare le questioni, condividendole con chi ha gli stessi interessi, per capire cosa FARE. Da quello che vedo, dovresti essere tu a metterti a scrivere cose serie invece di abbaiare.

      tellinas

      9 aprile 2013 at 15:23

  6. Ma il documento programmatico finale delle giornate ics la cultura è stato pubblicato da qualche parte?

    Giggino de Molestis

    7 aprile 2013 at 20:26

  7. Su repubblica di sabato 6 aprile Bianca De Fazio in un articolo ne parla come se lo avesse letto.

    Giggino de Molestis

    7 aprile 2013 at 22:02

    • In sede di plenaria finale, venerdi 5, i facilitatori dei vari tavoli di lavoro hanno succintamente riportato gli esiti dei rispettivi gruppi.

      enricotomaselli

      7 aprile 2013 at 22:06

      • Ho intravisto, nei filmati, anche una cartina di Napoli con dei post-it sopra che, credo, rappresentasse una ipotetica mappatura della cultura in città. Peccato che nessuno si sia preoccupato, durante il convegno (o almeno durante il primo giorno a cui ho assistito io) di farci compilare un banalissimo modulo con la descrizione delle nostre attività. Sarebbe stato una minimo di base seria da cui partire per qualsiasi altro discorso, interazione e tentativo di “fare rete”. Bah!

        tellinas

        9 aprile 2013 at 15:27

      • In effetti, nella giornata di venerdì – se non rammento male – l’assessore Di Nocera, parlando a braccio nel corso della mattinata, disse di questa mappa presente nell’antisala, invitando i presenti a marcare la propria presenza, immagino apponendo un qualche segnaposto…
        Il che, mi sembra una perfetta metafora della situazione generale: guardare ai problemi senza cogliere la giusta via per risolverli. La cosa più logica, infatti, sarebbe stato utilizzare l’occasione per un censimento delle realtà operanti sul territorio, e farlo in modo adeguato, sottoponendo ai presenti un questionario, capace di raccogliere dati, piuttosto che con una puntina su una mappa…
        Come direbbe Totò, “poi dice che uno si butta a sinistra!…”

        enricotomaselli

        9 aprile 2013 at 16:06

  8. Desta sincero sconcerto che il blog di un professionista (sebbene animato per sua stessa ammissione da pregiudizio) condivida (anzi rilanci) affermazioni inaudite che, chiaramente basate su informazioni manipolate o false, risultano al limite della calunnia. Infatti è manifestamente falso che il collettivo la balena stia per “ricevere un finanziamento di un milione di euro”. Su cosa si basa quest’affermazione, che se fosse minimamente fondata sarebbe gravissima in quanto demolitiva della credibilità del collettivo che non soltanto rifiuta per elezione fondi pubblici, ma fa del valore dell’autonomia dalle istituzioni base della propria esperienza? La circostanza riferita risulta vieppiù grave e calunniosa nel momento in cui viene allusivamente messa in relazione a rapporti “non proprio trasparenti” tra la giunta comunale (nella fattispecie l’assessore Di Nocera) e il collettivo la Balena. Qui non sono in gioco soltanto questioni di netiquette, ma elementi basilari di civiltà nel dibattito pubblico, soprattutto nel momento in cui si coinvolgono operatori culturali che non hanno altra ricchezza che la propria passione e competenza e amministratori pubblici di specchiata e riconosciuta onestà e storia personale a servizio della collettività. Un filibustering calunnioso che è stato risparmiato (almeno in questo blog) ad amministratori dal discutibile profilo morale (confermato continuamente nelle sedi giurisdizionali) e sedicenti associazioni o enti culturali, organizzatori di consenso, legati a filo doppio ai fondi pubblici. Anche l’affermazione secondo cui la Balena “finge” di occupare l’asilo filangieri è falsa, prova ne sia l’apposizione di sigilli qualche tempo fa da parte della polizia municipale. E’ vero invece che il comune di napoli, nella persona non della di nocera quanto dell’ex assessore lucarelli, ha promosso un dialogo con la comunità dell’ex asilo filangieri riconoscendo il valore non soltanto culturale di quella esperinza, ma soprattutto politico, essendo ispirata alla teoria e alla pratica dell’uso sociale dei beni comuni. Per questo, alla luce del sole, con un atto amministrativo pubblico, la giunta comunale decise di avviare un percorso sperimentale di gestione partecipata dell’ex asilo filangieri. Delibera il cui contenuto è stato peraltro disconosciuto dallo stesso collettivo. Quanto all’intesa cordiale tra di nocera e la balena, lo stesso sig. black&decher riferisce di un duro intervento di Corrado Morra, stimato operatore culturale napoletano, contro l’esperienza dell’ex asilo nel contesto delle giornate per la cultura. Si dà il caso che si tratti dello stesso Corrado Morra che la settimana scorsa ha pubblicamente elogiato dalla colonne di Repubblica l’operato dell’assessore di Nocera. Non mi risultano invece – a memoria d’uomo – prese di posizione di esponenti del collettivo (meno che mai da parte del regista Marcello Sannino) non dico favorevoli ma neppure semplicemente dialoganti nei confronti dell’attività della di nocera. Piuttosto: chi può garantire che questo disprezzo che rasenta l’ingiuria per gli esponenti della balena e per un amministratore che proviene professionalmente dal mondo della cultura non nasconda, in fondo in fondo, invidie ed ostilità tipicamente “artistiche” e personali?

    Marco Naldi

    17 aprile 2013 at 19:49

    • Caro Marco, sei hai modo di seguire, anche occasionalmente, questo blog, saprai che per principio non censuro nessun commento, nemmeno quelli carichi di insulti nei miei confronti. Credo che ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie opinioni, nelle forme che meglio si adattano al proprio stile di vita (c’è chi commenta in forma anonima…). Consentire a ciascuno di esprimerle, non significa condividerle. E questo dovrebbe essere ovvio.
      Non può quindi che farmi piacere che qualcuno, sia pure – mi sembra di capire – a titolo personale, venga a contestare l’affermazione sul milione di euro in arrivo per il collettivo la Balena. In mancanza di alcun elemento fattuale in merito, sia da parte di chi ha lanciato questa notizia, sia – ovviamente – da parte di chi la smentisce, non posso che sottolineare come essa appaia quanto meno improbabile. Visti i bilanci degli enti pubblici per il settore cultura, vorrebbe dire che quanto affermato dal fantomatico Black end decher (…) sarebbe da prima pagina.
      Del resto, e appunto con riferimento a quest’ultima considerazione, il sottile j’accuse è così macroscopicamente incredibile, e per di più privo di qualsivoglia elemento a sostegno, da risultare francamente irrilevante – pur nella sua indubbia pesantezza. Rimango dell’avviso che questo genere di affermazioni ricada più su chi le fa che su chi le subisce.
      Questo, per quanto riguarda la storia del milione di euro.
      Quanto a questo blog, invece, ed alla mia posizione rispetto all’esperienza del collettivo la Balena e della occupazione dell’ex-asilo Filangieri, è non solo nota, ma verificabile. Scripta manent, ed in era digitale anche più a lungo…
      Si può quindi agevolmente ricavare che non solo non è pregiudiziale – avendo inizialmente salutato con favore quell’esperienza – ma è anche pacata ed argomentata. Se ne può ovviamente dissentire – riconoscendo al tempo stesso agli altri la libertà di dissentire rispetto ad opinioni opposte, od anche solo diverse.
      Nel tuo commento ci sono, qua e là, anche delle imprecisioni, non molto cogenti ma che tu utilizzi a sostegno della tua (legittima) opinione. Per dirne una, è lo stesso collettivo la Balena ad affermare di non essere occupante. Concetto questo ribadito più volte dal collettivo. Anche se a mio avviso c’è in questo un gioco delle parti, tra collettivo e Comune, fa comunque fede l’autocertificazione de la Balena…
      Quanto ai rapporti personali tra l’assessore Di Nocera e Marcello Sannino, sui quali nulla c’è da eccepire, sono ben noti, e risalgono ai tempi dell’ARCI Movie. Negarli, pertanto, darebbe adito a chi vi vede un connubio sospetto. Né l’opinione di Corrado Morra, favorevole all’operato dell’assessore ma contrario all’esperienza del collettivo, vale a dimostrare che tale liaison sia inesistente.
      Che poi possano esserci “invidie ed ostilità tipicamente ‘artistiche’ e personali”, non posso escluderlo – ovviamente per quanto riguarda mr. Black end decher… Per quanto riguarda me, non ho motivo di invidia e/o ostilità nei confronti del collettivo, occupandomi d’altro e su altri piani. Tantomeno nei confronti dell’assessore Antonella Di Nocera, verso cui – pur in un radicale dissenso dalle sue scelte e politiche culturali – mantengo un atteggiamento di personale cordialità.

      enricotomaselli

      17 aprile 2013 at 20:48

  9. […] commissione cultura del Comune), l’assessore Di Nocera può vantare all’attivo solo le Giornate x la Cultura, tardive ed insufficienti. Per il resto, non pervenuta. Sostanzialmente, la sua gestione è stata […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: