enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

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Non c’era dubbio, che la storia finisse in commedia. In fondo, questa è la patria di Totò e Peppino.
A tre settimane dal (più volte annunciato, più volte rinviato) debutto del Forum delle Culture, di universale ormai resta solo la figura di merda. Tanto hanno fatto e tanto hanno detto, tra Palazzo San Giacomo e Santa Lucia, che persino a Barcellona si sono disgustati al punto da sbattere i pugni sul tavolo e lanciare un’ultimatum: “speriamo ancora che Napoli riesca a risolvere entro questa settimana questi problemi e a organizzare un ragionevole Forum”. Il che, considerato che sono due anni che se ne occupano, e questo è il risultato, è come dire ‘speriamo che domattina piovano dollari’ *.
Del resto, Mireia Belil, Direttrice della Fundaciò barcellonese, non la manda certo a dire, quando dichiara che il Forum “sembra essere nelle mani di burocrati che non comprendono che non si tratta del piccolo terreno locale di combattimento per le loro vanità” *. Insomma, ogni garbo istituzionale, ogni diplomazia, è venuta meno, di fronte alla spudorata incapacità dimostrata dalle amministrazioni napoletane.
Francamente, a questo punto ciò che risulta più scandalosa è la protervia con cui, a fronte di un innegabile disastro già consumato, si continua ad insistere che ‘il Forum si farà’. É tale e tanta la vanagloria, l’ostinazione nel negare ogni evidenza, che appunto nessuno dei responsabili trova il coraggio politico di dire stop.
Prepariamoci dunque alle sceneggiate che seguiranno, quando tutto il circo messo in piedi da un lato si autoincenserà, lodando(si) per modesti risultati spacciati come grandiosi, e dall’altro darà il via allo scaricabarile per ogni innegabile flop. La nostra rabbia è destinata a crescere, nei prossimi mesi.

Era meglio Totò...

Era meglio Totò…

Ma questa storia è già tanto squallidamente desolante, che davvero non varrebbe nemmeno più la pena di farne menzione.
Peraltro, sembra davvero interessare a pochi, il destino del Forum. Forse perchè, nella coscienza collettiva della città (ammesso vi abbia mai fatto capolino…), è un fatto già archiviato; solo l’ultimo, ennesimo sfracello che segna la storia recente di Napoli. Eppure, non è solo una questione culturale, da addetti ai lavori. In fondo, per questa kermesse si spenderanno – nella sola città di Napoli – ben 11 milioni di euro. E son soldi che vengono dalle tasche dei cittadini. Vero è che in parte ritorneranno in quelle tasche, ma c’è da star pur certi che, mentre ad uscire, sono usciti dalle tasche di tutti, ad entrare saranno in quelle di pochi… Il solito socialismo alla rovescia, insomma, sempre di gran moda nel bel paese.

La questione è che i cittadini napoletani sono frastornati, tra i proclami entusiastici degli aedi della rivoluzione arancione, ed il costante declino della propria città che hanno quotidianamente sotto gli occhi. Del resto, il Forum è in fondo solo un epifenomeno della crisi che attanaglia le amministrazioni partenopee (Comune e Regione), che si sono chiaramente impantanate, e non solo non riescono a gestire una grande manifestazione internazionale, ma hanno grandissime difficoltà ad affrontare persino il quotidiano.
Basterebbe pensare al totale disastro del trasporto pubblico in Campania, per dirne una.
C’è, a mio avviso, un gap profondo, che la classe dirigente napoletana non riesce a colmare. E che non è (soltanto) una questione economica. Perchè laddove non ci sono risorse economiche, si sopperisce con politiche innovative; ma queste presuppongono la capacità di mettere in campo idee costruttive – non fantasie estemporanee o rigore ragionieristico. Insomma, parafrasando il Nanni Moretti di qualche anno fa, con questa classe dirigente non usciremo mai dal pantano.

Ci vorrebbe uno scatto, un colpo d’ala.
Se non parte dalla città stessa, la spinta al cambiamento, ci sarà solo un susseguirsi di gattopardismi. Cambierà qualche faccia, magari il colore della bandana, ma il governo della città resterà in mano alla stessa classe dirigente che ha scavato la fossa e non sa come uscirne. Scrivevo la scorsa settimana “senza cultura, semplicemente non c’è società civile; e senza società civile non c’è politica”. Di ciò, sono profondamente convinto.
Per questo, ritengo che una nuova stagione civile, se mai vedrà la luce, non può che partire dal mondo della cultura. E mi piacerebbe che questo moto partisse – giustamente – da chi ha più ragioni per scommettere su un futuro altro: gli artisti, soprattutto quelli più giovani.
Piuttosto che disperdersi, e disperdere le proprie energie intellettuali, che facessero massa critica.
Che imparassero la lezione di Sun Tzu e Giap, non solo quella di Pollock o di Warhol. Che rovesciassero l’arte della guerriglia nella guerriglia dell’arte. Per riportare la bellezza, la vita, in questa città morente; pour epater le bourgeois.
Qui, a giorni, con l’apertura del Forum, si celebrerà il funerale, della cultura. Un morto che parla. E non fa ridere.

* Forum, l’ira di Barcellona, la Repubblica, 24/10/2013

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10 Risposte

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  1. Caro Enrico quante volte ce lo siamo detti e quanto volte ci sono stati gli attacchi dei “fedelissimi” su questo blog! Noi non siamo disfattisti, noi siamo quelli che pensano, che riflettono, che sono incazzati perchè non si è mai premiati, perchè tutti i nostri sforzi cedono di fronte all’arroganza e alla spocchia di chi si sente ancora in diritto di prenderci in giro facendo apparire tutto come un bel mondo in rinascita.
    Io vorrei essere ottimista come lo sei tu (più spesso di me), ma non credo ci sarà un’onda anomala che salga dal ‘basso’. Qui ciascuno si “coltiva il proprio orticello” e chi soffre appartiene sempre alle stesse categorie disagiate di sempre che di tempo per la Cultura non ne ha. Chi invece se lo puó permettere pensa ad altro vivendo di vita propria e intanto come nel passato stiamo assistendo alla scissione sociale ed alla rovina precoce e veloce della cultura.
    Sul Forum diciamoci la verità, ma chi ci ha mai creduto a questa inaugurazione! Hai ragione è stata proprio una grandissima figura di Merda! Internazionale. Grazie a tutti per la buona riuscita.

    lois

    26 ottobre 2013 at 14:46

    • In realtà, io non credo, che ci sarà una reazione della città, uno scatto d’orgoglio. Cioè non penso che ciò sicuramente accadrà, né peraltro saprei quantificare quante possibilità ci siano, che accada.
      Penso sia possibile (o, se si preferisce, non-impossibile). Lo auspico. Cerco, nel mio piccolo, di fare ciò che so e ciò che posso, affinchè possa accadere. Foss’anche soltanto attraverso la semina di dubbi e ideuzze, che settimanalmente faccio attraverso questo blog.
      Se son rose fioriranno, no?

      enricotomaselli

      26 ottobre 2013 at 14:57

      • Me lo auguro, sperare non può far che bene
        Che poi questo tuo impegno dovrebbe essere premiato, questo spazio dovrebbe diventare l’anticamera delle reazioni, una moderna web-agorà! Ma poi se ci contiamo siamo noi “i soliti disfattisti” che hanno a cuore il cuore di questa città!

        lois

        26 ottobre 2013 at 15:03

  2. Quale reazione? Quale città? Non si è voluto nè saputo capire che il forum è una cosa molto seria che avrebbe giovato a tutti. Invece si è parlato di spettacolo, di martone di saviano e di servillo, unici patrimoni pubblici. Non una parola sulla città e sulle risorse scientifiche e architettoniche (osservatorio astronomico nell’anno di ison, stazione dohrn primo acquario d’europa, albergo dei poveri, parco archeologico pausylipon, persino la champions con curiosi gemellaggi marsiglia londra dortmund). Magari sciocchezze ma niente, nemmeno un’idea, una suggestione… la borghesia pensa alla pizza il popolo pensa alla miseria e la politica agli appalti e agli amici. Reazione? Ciascuno attende l’esclusione per lamentarsi e avere attenzioni per il… dopo forum. Reazione? Chiedere dimissioni? Fare marce? E la stampa? La stampa tace come con la monnezza e con tutto quel che si muove in bene o in male, attendendo istruzioni e arrotolandosi sui nomi, su tizio o caio o sempronio ma senza aiutarci a capire. Comunque quel che non è chiaro e che criminalmente si tace è che la cultura non è solo “o triatro” ma tutto il complesso delle conoscenze, che non si esauriscono in martonesavianoservillodangelo.

    Marco Mario de Notaris

    26 ottobre 2013 at 18:19

    • Caro Marco, se è vero come è vero che “la cultura non è solo “o triatro” ma tutto il complesso delle conoscenze, che non si esauriscono in martonesavianoservillodangelo”, credo sia anche vero che la città non si esaurisce nella borghesia pizzaiola, nel popolo (?) afflitto dalla miseria e nella politica affaristica. E persino quelle persone, non riesco a credere che siano predestinate a questo. Io credo fortemente che, come diceva tanti anni fa un politico francese (di destra, per inciso), “il destino non è scritto da nessuna parte”. É quando cominciamo a credere che invece sia così, che sia scritto da qualche parte, che rinunciamo a costruircelo.
      Sedersi al tavolo convinti che la partita è già persa, non ha senso. Esattamente come credere di avere la vittoria in tasca.
      Dobbiamo giocarcela. La sola alternativa, è dargliela vinta a tavolino.

      enricotomaselli

      26 ottobre 2013 at 21:23

  3. Io spero che lo facciano, perché sarà ancora più fonte di figura di niente per questa amministrazione.

    Luigi M.

    26 ottobre 2013 at 20:00

  4. Lo dissi subito che sarebbe andata a finire così. In questa città non si farà mai nulla di straordinario perchè è da un bel pezzo che si è persa la cognizione dell’ordinario! Se anche una maratona di sei chilometri nelle strade sporche e puzzolenti del centro ci viene propinata come un evento eccezionale, vuol dire che stiamo messi veramente male. Per organizzare certe cose, il Forum per esempio, ci vuole gente che ha viaggiato, che sappia parlare le lingue, che ha lavorato in posti importanti in Europa e nel mondo. Non bastano quattro scartiloffi che hanno organizzato qualche concertucolo o che hanno diretto qualche compagnia di giro. E non basta neanche il volontarismo di questa amministrazione da strapazzo (che, ahimè, ho contribuito a far eleggere).

    ciro costabile

    26 ottobre 2013 at 23:55

    • Ovviamente, le tue constatazioni sul quel che servirebbe, per organizzare come si deve una grande manifestazione culturale, sono del tutto condivisibili. Per quanto, è chiaro, non esaustive.
      Ma non è questo il punto che mi colpisce. Quel che emerge dai commenti, tanti dei quali mi arrivano in via privata, è questa maledetta dicotomia: da un lato, è evidente l’incazzatura, la rabbia, l’indignazione, spesso accompagnata da una lucida capacità di individuare specificatamente cosa non va, e come si potrebbe diversamente agire. Dall’altro, questo spirito fatalistico, questa rassegnazione ad un destino ineluttabile, cui invariabilmente sarebbe condannata Napoli.
      Ecco, questa rinuncia, è quella che mi preoccupa davvero più di ogni altra cosa. Più del pressappochismo e dell’incompetenza al governo della città, più dei comitati d’affari e delle finte opposizioni, persino più della camorra. Perchè tutto questo prevale nella misura in cui i cittadini si arrendono. C’è un rapporto di causa/effetto diretto.
      Ditemi che c’è qualcuno che non si è ancora arreso.

      enricotomaselli

      27 ottobre 2013 at 09:08

  5. Ops! Presi dai mille impegni si sono persi per la via pure Neumann: “la mia consulenza al Pan? Il comune non si è fatto più sentire”. … “Continuare con il Forum con tutti i rallentamenti e le indecisioni che ho visto, mi sembra solo un accanimento terapeutico” (laRepubblica 04.11.2013) … e poi questa specie di carità a Barcellona… e la parsimonia col risparmio del biglietto aereo….
    per fortuna peró che il 18 sta per arrivare…ops! ma mi sa che pure di questo se ne sono scordati!

    lois

    4 novembre 2013 at 22:22


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