enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

Il nome giusto delle cose

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Passata la festa, e gabbato lo santo, rieccoci qua. Nonostante il periodo festivo sia solitamente avaro di avvenimenti, nel corso di questa breve pausa son comunque accadute cose, e più d’una degna di rilievo. Tanto per cominciare, voglio ricordare la prematura scomparsa di Tommaso Cestrone, l’angelo di Carditello; doppiamente prematura, perchè non solo l’ha portato via prima del tempo, ma anche perchè – e d’un soffio – non gli ha dato la possibilità di sapere che, alfine (ed è questa una bella notizia), la Reggia borbonica è stata acquisita dal MIBAC. Non che questo sia automaticamente garanzia di salvezza, per questo ennesimo pezzo del patrimonio storico-culturale campano (Pompei docet), ma è quanto meno un passo avanti. Il ministro Bray sembra tra l’altro di questo ben consapevole, e pare intenzionato a mettere in essere ulteriori passi per evitare che l’acquisizione non esaurisca l’azione preservatrice dello stato. Sempre che, naturalmente, questo governo travicello non cada prima, e che al posto di Bray non arrivi qualcun’altro con diverse priorità
Intanto (ma da queste parti nessuno nutriva dubbi in merito!), oltre alla festa è passato anche il 2013, ma del Forum delle Culture s’è visto soltanto una patetica inaugurazione. E così, oltre allo santo, son riusciti a gabbare anche i napoletani e quelli di Barcellona. Sarà perchè a casa di quell’altro santo, San Giacomo, c’è una volpe arancione
Ma la più lunga e squallida sceneggiata che Napoli ricordi, non per questo è avara, e si arricchisce sempre di qualche nuovo atto. Così da un lato la Regione Campania ha finalmente – bontà sua – elargito i primi due milioni di euro, sugli 11 destinati alla parte napoletana del Forum, mentre dall’altra l’assessore Daniele fa sapere che “si entrerà nel vivo tra maggio e giugno”; più o meno un anno esatto dopo quello che avrebbe dovuto essere il periodo di svolgimento del Forum stesso. Naturalmente, tutto ciò mentre si continua a non sapere assolutamente nulla riguardo anche solo uno straccio di programma. Né è dato sapere se e come si sia risolta la crisi scoppiata nel triangolo amoroso De Magistris-Caldoro-Puca, con i suoi risvolti tribunalizi
Alla fine, chi gestirà la sagra paesana? Ci sarà mai un direttore artistico? Ai posteri, l’ardua sentenza.

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Sempre da Nino Daniele veniamo a sapere come saranno spalmati quei famosi undici milioni. Nella stessa intervista a il Mattino di pochi giorni fa, viene fuori questa lista della spesa: 1.300.000 € per saldare il debito con Bercellona, per la cessione del marchio; 800.000 € per i dialoghi (contenitore ancora avvolto nel mistero, per non parlare dei relativi contenuti); altri 800.000 € assegnati alle municipalità ed alle scuole (per farci cosa? con quali criteri?); 4.200.000 € per i progetti; 1.000.000 € per la comunicazione.
A questo punto, sono d’obbligo alcune considerazioni. Intanto, così il conto fa 8.100.000 €, all’appello ne mancano quindi 2.900.000; immagino che ciò confermi i rumors ufficiosi, secondo i quali 200.000 € andrebbero al campeggio della pace (?!) e 2.700.000 € per il personale e l’organizzazione.
Considerando che, grazie all’insipienza ed alla incompetenza mostrate dall’amministrazione, a Forum ufficialmente iniziato non risulta esserci ancora uno staff che ci lavora (se si escludono un paio di dipendenti comunali distaccati), viene da chiedersi: duemilionisettecentomila euro, non sono un po’ troppi? Visto che questa voce di bilancio è chiaramente destinata ad essere la più opaca, quella dove più facilmente si potrà manovrare per collocare parenti, amici e sodali, è troppo chiedere quante persone, per quanto tempo, con quale retribuzione e con quali compiti, verranno impiegate?
Seconda considerazione. Un milione di euro per la comunicazione, sembra francamente un’altro sproposito. Tanto più che, con ogni evidenza, non c’è né il tempo né il modo di comunicare un programma a tutt’oggi sconosciuto, e quindi qualsivoglia tentativo di convogliare flussi turistici è ormai del tutto, e clamorosamente, mancato. Questo milioncino tondo tondo, dunque, ha tutta l’aria di una torta imbandita per bocche che già lo pregustano… Vuoi vedere che verranno assegnati senza gara, oppure con una di quelle gare farlocche a cui ci hanno abituato (bando pubblicato a pochi giorni dalla scadenza)? Trasparenti come una lastra di granito.
Infine, quei quattromilioniduecentomila euro per i progetti (aspettiamo sempre i bandi…), saranno assegnati – anzi: “distribuiti”… – avendo come tetto massimo 20.000 € per progetto. Come a dire che saranno minimo 210, i progetti approvati; presumibilmente, almeno 300. E se non è questo un criterio che sfacciatamente punta alla distribuzione a pioggia di risorse, senza alcun criterio selettivo basato sulla qualità e coerenza del progetto, ditemi cos’è.
A questo punto, tenersi pronti, e che alla pubblicazione dei bandi scatti l’arrembaggio.

Insomma, niente di nuovo sotto il sole.
Una novità, però, effettivamente c’è. Era nell’aria, ed alfine si è depositata. Poiché ogni cosa ha il suo tempo, e c’è un tempo per ogni cosa. Giunge quindi, invariabilmente, il momento in cui quel tempo si esaurisce.
Quel momento, per me, per questo blog, è arrivato. In questi anni, ha rappresentato per me – ma, credo, non solo – uno strumento di denuncia e di proposta, il cui senso ultimo era che, sia pure in piccolissima misura, potesse servire ad innescare un processo di riscossa civile. Purtroppo, così non è stato; anzi, al contrario, quanto meno nella mia percezione delle cose, da quell’obiettivo ci siamo allontanati.
Poiché questo dialogo si è dipanato – appunto – lungo l’arco di oltre un biennio, da quel primo post (É arrivato O’ Presidente) del 10 ottobre 2011, credo doveroso spendere qualche parola in più, sul suo essere giunto – almeno in questa forma – al suo capolinea.
Non c’è, da parte mia, alcun cedimento al sentimento dominante, intriso di sterile rabbia e di rassegnazione, secondo il quale “a Napoli non c’è niente da fare”. La famosa frase del Croce, sul paradiso abitato da diavoli, sarà anche fascinosa, ma rientra nella sfera di quel fatalismo che proprio non riesco a digerire.
Non è un gesto di aristocratico sprezzo (“non mi meritate…”), poiché sarei il primo a ridere di me. Così come non è una dichiarazione d’impotenza (“non sono capace…”).
Semplicemente, sento che questa fase – per me – si è esaurita. Può darsi che, domani, la mia passione civile trovi altre strade, ma per il momento cede il passo ad altre passioni. Voglio dedicarmi appieno ai miei progetti nel campo dell’arte contemporanea, vorrei provare a sostanziare in modo non passeggero qualcuno di questi, vorrei lasciare che lo sguardo mentale spaziasse più liberamente oltre questa città.
Non passo il testimone ad alcuno, ma sarebbe bello scoprire che c’è chi, da qualche parte, riallaccia il filo che qui si interrompe – a suo modo, lungo le sue strade.

É possibile che il blog non muoia, ma attraversi una mutazione. Ho da poco iniziato a scrivere d’arte contemporanea, sul magazine online freakout *, ed è possibile che, in futuro, le cose da li rimbalzino anche qui. Di sicuro, con diversa, più elastica, periodicità. Vedremo. Intanto ringrazio tutt* quant* hanno seguito, magari anche solo a tratti, le mie riflessioni, coloro che sono intervenuti con i propri commenti, o che hanno preferito comunicarmi in via più privata la propria simpatia ed il proprio accordo. In qualche modo, in qualche tempo e luogo, certamente le nostre strade continueranno ad incrociarsi ed intrecciarsi – per mia fortuna.
Questo blog, questo tempo, è un’abito che devo dismettere. E come diceva Rosa Luxemburg, “anche solo dare il nome giusto alle cose è un gesto rivoluzionario”.

* “Nato a Napoli e gira il mondo, un progetto per celebrare i 50 anni della videoarte”, 14/12/2013, freakoutmagazine
* “Arte Pubblica: Funzione o Finzione?”, 29/12/2013, freakoutmagazine

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9 Risposte

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  1. Ciao Enrico, la verità è che il “troppo stroppia” e questi ci hanno veramente preso in giro oltre il dovuto, per cui tanto vale non farsi neppure più il sangue amaro. Gli esempi che fai sono chiari e non necessitano di spiegazioni ulteriori (poi se ci vogliamo aggiungere anche il San Carlo..)!
    Ma c’è da dire che il buon sindaco (non che le colpe siano solo sue) si sente pronto alla ricandidatura per proseguire il suo operato (quale?).
    Comunque senza tediarci più di tanto e contribuendo nel nostro piccolo (civilmente) a fare qualcosa di buono anche a beneficio degli altri e di questa città, caro Enrico, non abbandonarlo questo luogo, mutalo pure spingendolo verso una lettura artistica; il bello della conoscenza e della condivisione, seppur virtuale, partecipa a quell’azione del ‘fare’ che puó rendere migliori le nostre giornate.
    A presto rileggerti.

    lois

    11 gennaio 2014 at 15:17

  2. Sono semplicemente dispiaciuta…

    Donatella Saccani

    11 gennaio 2014 at 18:00

  3. Intanto Bray ha dato un posto di “consigliere” ad Antonella Di Nocera che occupa un ufficio a Palazzo Reale.

    Pollo arrostito in fircassea

    11 gennaio 2014 at 19:09

    • Questa mi mancava… Ma non fa che confermare l’impressione che le cose vadano verso il peggio.

      enricotomaselli

      11 gennaio 2014 at 19:22

  4. mi lasci con jacopo fo…

    enrico

    12 gennaio 2014 at 13:24

  5. ? !

    Bruno Bonavoglia

    14 gennaio 2014 at 09:01


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