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La fonduta

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#lafonduta #malatempora

Piatto di origini svizzere, la fonduta – o fondue – è diffusa anche in Francia e nel nord-ovest italiano. Consiste in uno o più formaggi fusi insieme, da consumare a caldo.
La Fonderia, invece, si è tenuta a Bagnoli lo scorso week-end, su iniziativa di un gruppo di 40enni del PD (e dintorni), con l’obiettivo dichiarato di elaborare un programma partecipato in 10 punti, in vista delle prossime elezioni regionali in Campania. L’altro obiettivo, quello sostanziale anche se non dichiarato ufficialmente, era quello di lanciare un candidato – anzi, una candidata. Ed essendo nel frattempo tramontata questa ipotesi, è tornato utile (ai promotori) aver sempre negato fosse questo lo scopo…
Questa, comunque, non è stata l’unica mutazione avvenuta in corso d’opera; dal momento in cui fu pensata e lanciata, al suo epilogo, molta acqua è passata sotto i ponti e, seppure il lasso di tempo è stato breve, la Fonderia si è trasformata non poco.

La fondue...

La fondue…

Avrebbe dovuto essere il momento clou in cui i quarantenni democrat lanciavano l’opa definitiva sul PD campano, marcando le differenze con il vecchio partito. Ma alla fine, alla kermesse c’erano proprio tutti (tutte le generazioni del PD regionale), persino l’avversario n°1 (quel De Luca che vuole nuovamente giocarsi la partita contro Caldoro) era presente, ed anzi con un abile coup de théâtre ha fatto un intervento assai politico, riscuotendo gli applausi della platea – cosa del resto che, prima di lui, aveva già fatto anche Bassolino. Mossa geniale e spiazzante (gli organizzatori, colti di sorpresa, hanno esitato a dargli la parola…), degna della incursione berlusconiana da Santoro.
Avrebbe dovuto essere la celebrazione del primato delle idee sulle persone, con i 10 tavoli tematici impegnati a stilare i punti del programma, ma alla fine di questo lavoro, che ha visto impegnati per ore centinaia di persone, si è preferito dare spazio alla sfilata di personaggi piccoli e grandi, sacrificando le relazioni dei coordinatori dei tavoli.
In conclusione, l’effetto positivo più rilevante sembra essere stato l’aver creato un’occasione di reincontro per il personale politico d’area – tutti infatti a farsi grandi sorrisi e darsi pacche sulle spalle. Una rimpatriata è sempre una bella cosa, va da sé. E può essere utile in vista di una campagna elettorale che si profila affatto facile.

Ma il punto rimane. Almeno per il momento, i quarantenni non praevalebunt. Il PD rimane in stallo, tra le diverse forze che lo compongono sul territorio.
A questo punto, le opzioni sul terreno sono due: andare o meno alla conta, attraverso l’ordalia delle primarie, o puntare ad un candidato che le bypassi. Ovviamente, queste due opzioni sono a loro volta subordinate di un’altra questione: il PD vuole davvero riconquistare la Regione Campania, o segretamente punta a lasciarla a Caldoro? Ed ancora, come ulteriori variabili: se vuole evitare sia le primarie che la vittoria, su chi puntare? Un candidato unitario – si parla del Ministro Orlando – dovrebbe essere necessariamente un nome forte, che non si può bruciare in una competizione destinata alla sconfitta; e d’altra parte, per convincere De Luca a non correre, magari senza il PD (come ha già fatto in passato…), occorrerebbero argomenti convincenti. Magari le famose deleghe ministeriali mai arrivate…
Insomma, il puzzle è ancora tutto da ricomporre.

Inevitabile, in tutto questo, che le idee passino ulteriormente in second’ordine.
Perchè, nonostante la grande visibilità ottenuta con la tre giorni bagnolese, e malgrado si muovano all’ombra del caro leader Renzi, la verità è che questi 40enni non sembrano avere ancora la forza per conquistare il partito. La palude, quindi, continuerà a dominare.
Ed agli elettori di centro-sinistra si proporrà ancora una volta una fonduta fredda, fatta anche col formaggio rancido avanzato. Il tracollo di partecipazione alle primarie emiliane è un bel segnale d’allarme, e se il PD (magari mantenendo o quasi i voti) dovesse scendere al 30/35%, anche in virtù di una maggiore partecipazione alle amministrative, sarà azzannato e messo sotto accusa per aver perso il 5/10% – giusta nemesi, dopo aver così a lungo e così avventatamente strombazzato il 40,8% delle europee…
E nel frattempo, la vicenda De Magistris (anche qui, la nemesi…) apre nuovi scenari.
Mala tempora currunt in Campania felix…

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Una Risposta

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  1. Mala mala tempora currunt in Campania!

    lois

    29 settembre 2014 at 23:27


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