enricotomaselli

Talkin' about revolution (all texts are copyleft)

Mi piacerebbe…

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Mi piacerebbe che qualcuno – serio ed affidabile, sotto ogni punto di vista – facesse un sondaggio in città, intervistando cittadin* e turist*, e ponendo loro tre semplici domande: sapete cos’è il Forum Universale delle Culture? sapete che si sta svolgendo a Napoli? avete partecipato anche ad uno solo degli eventi programmati?
Temo che le risposte sarebbero spaventosamente sconfortanti, ed inchioderebbero tutta la filiera dei responsabili all’evidenza di questo colossale fallimento. Tutti. Da Caldoro a De Magistris (1 e 2), dalla Miraglia a Di Nocera e Daniele, da Puca a Pitteri.
Credo che poche altre cose come questa, attestino l’assoluta insipienza delle classi dirigenti locali, che nel caso delle nuove si somma ad una plateale incompetenza. Pure, il fallimento era talmente annunciato, che non fa nemmeno scandalo. Alla fine si saranno buttai al vento 11 milioni di euro, per una serie di manifestazioni che, soprattutto per responsabilità di chi ne ha curato nel tempo la gestione, hanno coinvolto quasi sempre quattro gatti. E tutto questo, mentre si fa una lotta selvaggia contro gli sprechi tagliando a destra e a manca, e colpendo invece servizi essenziali come la sanità ed il trasporto pubblico. E sarà già tanto se anche questa insignificante kermesse non lascerà uno strascico di debiti non pagati. C’è chi attende da anni il pagamento di fatture, da parte della Fondazione Forum…
Non è un caso che alcuni eventi, annunciati con gran clamore – Fura dels Baus, Womad… – siano scomparsi dalla programmazione appena i relativi responsabili si sono resi conto di cosa rischiavano.

Matera Capitale Europea della Cultura 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019

Cosa si muova, e come, dietro questi grandi eventi, sta venendo fuori in questi giorni a proposito della America’s Cup. Ne emerge uno spaccato di interessi privati, di favoritismi, di piccole meschinità, che anche se non sempre hanno rilevanza penale sono comunque sintomatici di un clima, di una modalità comportamentale. Perchè anche se fin troppo spesso si fa un uso peloso del richiamo al garantismo, con ogni evidenza la questione non è mai meramente giudiziaria. C’è – ci sarebbe… – una non meno importante questione di etica pubblica. Rispetto alla quale il richiamo difensivo alla formale liceità diventa un paravento intollerabile. Ma che si fa forza della garanzia di impunità, stante la mancanza d’ogni possibilità sanzionatoria.
C’è una sottocasta, una frotta di valvassini (rossi, azzurri o arancioni…) che sguazza nel sottobosco della politica e delle pubbliche amministrazioni, e che in un modo o nell’altro continua comunque a galleggiare, sfruttando il cono d’ombra della casta. Se non si procede ad un risanamento anche a questi livelli, ad una bonifica del sottobosco, difficilmente si arriverà mai ad una pubblica amministrazione sana, trasparente ed efficace, in grado di rispondere positivamente ai bisogni pubblici, non a quelli privati.

Eppure, non sarebbe stata impresa impossibile, fare un Forum – a Napoli – davvero universale. Piuttosto che questa semiclandestina serie di fatti e fattarielli.
Basta andare in questi giorni al Teatro Augusteo, vedere la sala piena come ogni anno di un pubblico attento, per capire come la città, se giustamente informata, sappia rispondere con entusiasmo al richiamo di un’offerta culturale di rilievo. Eppure Artecinema non dispone certo di undici milioni di euro… Ma dispone certamente della passione e della intelligenza di chi ci lavora.
O basterebbe guardare a come Matera, una cittadina del sud sperduto e marginale, abbia saputo costruire negli anni un percorso che l’ha portata poi a vincere il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019. Mi chiedo se qualcuno – tra i tanti che hanno gestito il Forum napoletano – ha mai pensato di conoscere e studiare le best practices seguite in altre città per organizzare e gestire eventi di questo tipo. Se qualcuno, con un po’ d’umiltà, l’avesse fatto, forse oggi non saremmo di fronte a cotanto fallimento.
Passato quest’annus horribilis, del Forum non rimarrà traccia alcuna. Nessuna ricaduta positiva sulla città e sui napoletani, né in termini di crescita culturale né in termini di crescita economica.

Mi piacerebbe che qualcuno – serio ed affidabile, sotto ogni punto di vista – facesse un’inchiesta giornalistica su questo. Che invece di mettere sotto il mirino i (pur veri) difetti dei napoletani, mettesse in luce limiti ed errori (a dir poco) dei pubblici amministratori. Mi piacerebbe una puntata di Report dedicata al Forum delle Culture, piuttosto che alla pizza, al Rione Traiano o a Genny a carogna.
Mi piacerebbe che la città avesse uno scatto d’orgoglio, e riuscisse a manifestare la propria stanchezza, la propria indisponibilità ad accettare rassegnatamente il declino, quasi fosse scritto nel suo DNA.  Mi piacerebbe non tanto l’ennesima discesa in campo della società civile, che il più delle volte, alla prova dei fatti, s’è rivelata peggiore di chi voleva emendare, quanto un nuova capacità di inchiodare la politica alle sue responsabilità. Mi piacerebbe che si esercitasse una pressione, e che questa pressione determinasse l’emergere di candidature credibili, sia per il rinnovo del Presidente della Regione che per il Sindaco di Napoli.

Mi piacerebbe, ma non ci credo.

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4 Risposte

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  1. C.v.d….a quanto pare sono tutti responsabili del fallimento del Forum tranne l’unico che ha lasciato il buco di oltre un milione di euro senza contare ovviamente quelli bruciati in viaggi in sudamerica, concertini, dibattitini, campeggini, mostrine… (“aspettando il Forum”, come dimenticarlo?!). La responsabilità di Oddati, com’è noto non si limitò soltanto alla cattiva amministrazione, ma fu anche strettamente politica. Infatti, quando Rutelli minacciò di ritirare lo status di grande evento al Forum se non si fossero agdeguatamente rendicontati i fondi sganciati dal governo Prodi, Oddati pensò di essere ancora negli anni d’oro del bassolinismo e indusse la Iervolino a rispondere in maniera arrogante. Fu così che il Forum perse il carisma di grande evento nazionale. E’ allore che ne fu decretato il fallimento. Dunque, se qualcuno aveva bisogno della conferma che lei è semplicemente un nostalgico dei tempi dei bassolini-cozzolini-oddatini e via scendendo, è servito. Erano i tempi in cui “il soldo girava” e riusciva ad essere davvero inclusivo: dalle archistar agli pseudo-artisti da nouvel vague partenopea. Bei tempi. Niente a che vedere con questi principianti arancioni che si sono buttati a pesce sugli undici milioni di euro del forum: un’acquazzone dopo anni di siccità… non sapevano neppure a chi darli tutti quei soldi, tanto che li hanno dati (oltre che praticamente a tutti quelli che sanno suonare uno strumento musicale a Napoli) pure al Gruppo Espresso-La Repubblica, lo stesso che li aveva mazzoliati qualche mese prima. Non è un caso neppure che il suo principale bersaglio polemico è sempre stata la Di Nocera, una risorsa della città prestata (per poco, fortunatamente) alla politica, un personaggio totalmente fuori dai suoi schemi. Tra l’altro si contraddice pure: ha sempre scritto (ma su questo poss sbagliarmi: confesso di non seguirla proprio tutti i giorni)che la Di Nocera era stata tenuta fuori dal businnes del Forum perché manifestamente incapace (in realtà su questo punto nella prima giunta de Magistris si consumò uno scontro politico fortissimo, si legga il libro dell’altro ex assessore Tuccillo), e invece adesso la inserisce tra quelli che lo hanno fatto fallire… Mah… Comunque, meno male che oltre ai blogger locali un tanto al post, ci sono trasmissioni televisive popolari trash come le Iene nelle quali la nostra classe politica appare per quello che effettivamente è.

    Marco Naldi

    18 ottobre 2014 at 19:16

    • Contro il pregiudizio, così come contro l’ignoranza, è sempre difficile combattere. Per sua natura, è sordo.
      Quanto poco io sia “nostalgico dei tempi dei bassolini-cozzolini-oddatini”, lo dimostrano gli innumerevoli post pubblicati su questo blog (ma saranno giusto quelli casualmente saltati nella sua peraltro assidua lettura…), in cui contro quella che ho definito una stagione cortigiana (non proprio un giudizio nostalgico…) ho sempre sviluppato una critica senza sconti.
      Ho però il vizio dell’onestà intellettuale, e la passione per i fatti. Ragion per cui non li nascondo sotto il tappeto, quando non confermano le mie opinioni.
      Ad esempio, il buco cui fa riferimento ha una storia un po’ più articolata di come semplicisticamente la tratteggia. Si può ovviamente discutere sul come siano stati spesi quei fondi, ma non si può negare la genesi del buco. Quei soldi furono spesi sulla base di un impegno della Regione Campania a trasferire una equivalente entità di fondi a copertura; per una serie di ragioni (nessuna delle quali comunque giustificabili), la giunta Bassolino formalizzò l’atto di trasferimento dei fondi alla Fondazione pochi giorni prima della sua decadenza. Poiché l’atto era stato assunto in una fase in cui non potevano essere approvati provvedimenti di quel genere, la giunta Caldoro – appena insediata – annullò quell’atto (tra altri) per la sua nullità formale. Il nuovo governo regionale di centro-destra non ha mai contestato la congruità delle spese, ma si è attaccato alla formalità. Se avesse avuto a cuore altro che lo spirito revanscista che l’ha animato per lungo tempo, avrebbe potuto reiterare quel trasferimento di fondi, consentendo così di pagare i creditori, che a tutt’oggi attendono quei soldi.
      Se c’è un buco, quindi, non è perchè qualcuno si è intascato i fondi, ma perchè sono state fatte delle stupidaggini amministrative, a cui poi il cdx non ha voluto porre riparo.
      Quanto ad Antonella Di Nocera, ho sempre criticato – argomentando – la sua gestione dell’assessorato alla cultura. Nella sua attività pregressa (peraltro non poi così lontana dall’orbita bassoliniana) è sicuramente stata una risorsa; ma sfortunatamente il compito amministrativo si è dimostrato cosa diversa, e per varie ragioni superiore alle capacità.
      Non ho mai scritto che fosse stata tenuta fuori dal Forum per incapacità, ma piuttosto perchè il sindaco volle affidare la gestione sostanziale del Forum a suo fratello, e non voleva ostacoli. Se ciononostante l’ho citata tra quanti, a mio avviso, hanno responsabilità, è perchè questa può essere attiva o passiva. Io trovavo e trovo scandaloso che nella terza città d’Italia si tenga il Forum delle Culture, e l’assessore alla cultura venga tenuto fuori. La sua responsabilità, nello specifico, è di aver accettato (non importa perchè) questa situazione. Avrebbe dovuto rimettere l’incarico, piuttosto.
      Comunque, meno male che oltre ai napoletani un tanto al commento, ce ne sono anche altri che non si rispecchiano nelle trasmissioni trash, il cui pubblico è spesso speculare a quella classe politica che ama rappresentare come caricatura di se stessa.

      enricotomaselli

      18 ottobre 2014 at 22:26

  2. Potremmo sempre scrivere alla Gabanelli, se vuoi lo facciamo insieme! Vuoi vedere mai che poi la trasmissione la faccia davvero!

    lois

    18 ottobre 2014 at 19:31

    • Eh, non sarebbe una cattiva idea… solo che – almeno per il momento – non me la sento di alimentare questo trend anti-napoletano, che va tanto di moda. Anche se, nello specifico, di ragioni ce ne sarebbero in abbondanza…

      enricotomaselli

      18 ottobre 2014 at 22:29


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